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Valencia en Fallas 2017
post pubblicato in España, il 26 marzo 2017

Atterro all’Aeroporto di Manises. E’ il 17 marzo. Un sole splendido a Valencia. Ci incontriamo in centro dopo avere lasciato le valige in hotel. Il programma è presto stabilito: un giro alle Fallas e poi la mascletá nella Plaza dell'Ayuntamiento.

Quest’anno le Fallas sono state dichiarate Patrimonio Immateriale dell’Unesco e gli ultimi tre giorni di festa coincidono con il fine settimana (venerdì, sabato, domenica). 

Un fiume di gente si è riversato per le strade di Valencia. Quasi non si riesce a camminare. Inoltre ci sarà il meteo dalla nostra parte,mentre durante gli ultimi anni pioveva spesso.

Il primo impatto con la città ci ricorda le sensazioni che avevamo lasciato: petardi che scoppiano, organizzazione precisa e meticolosa della festa. L’obiettivo è cercare di immortalare alcune Fallas de la sección Especial (le più importanti) e godersi la festa senza stressarsi, incontrare alcuni amici ma non correre per trovarli tutti.

Il primo pranzo è subito molto divertente con tortilla de patatas, chistorra e altre specialità spagnole in un bar in Calle de Caballeros, una delle vie principali del centro storico della città. Un amico valenciano ce lo sconsiglia, ma siamo stanchi di camminare, il posto sembra accogliente ed il risultato non ci delude affatto.

Passiamo in Plaza de la Virgen. Si sta tenendo l’ofrenda, l’offerta di fiori alla Mare de Deu, la Virgen de los Disamparados. Tante donne valenciane e della provincia si vestono con abiti tipici, percorrono le vie stabilite e giunti davanti alla Virgen, si commuovono di fronte a tanta bellezza.La banda suona per tutte le vie della città. È parte della festa - ci racconta un anziano -  ci sono più bande a Valencia che nel resto della Spagna. Ci sembra che esageri ma il suo racconto è avvincente e lo ringraziamo.

Le Fallas sono l’unica festa popolare in cui è il popolo a quotarsi con i comitati di quartiere che costituiscono i Casales Falleros per incaricare gli artisti falleri di realizzare le opere in cartapesta e i ninot ed organizzare cene conviviali. È anche un modo per rafforzare una comunità in cui le persone si incontrano, parlano, decidono, si riuniscono.

Alloggiamo nella zona di Ruzafa, che non conoscevamo bene ai tempi in cui vivevamo in città (2005- 2007 ndr). L’hotel è vicino ad una verbena con la musica che suona fino alle 5 di mattina all’incrocio tra Calle Cuba e Calle de Centells. Calle Cuba è ben collegata anche con la Stazione dei treni di Xativa ed è una delle vie più interessanti con tante fallas sezione speciale come Falla Cuba-Literato Azorín ed è vicino Calle Sueca, la via delle luci, che ospita la Falla Sueca-Literato Azorín.

Il 17 è anche il giorno di San Patrizio. Strani cappelli irlandesi si mischiano ai pañuelos delle Fallas, la festa del venerdì notte è molto animata nel quartiere Cánovas, ubicato vicino al Castillo de Fuegos dell’una di mattina al Río Túria.

Sabato mattina Valencia si risveglia lentamente.Simone, che vive a Barcellona, sa dove fare colazione bene: da Dulce de Leche en Calle del Pintor Gisbert 2 che ha tanti tipi di torte e buon caffè. Si tratta di un’ottima pasticceria, l’american bakery che va di moda attualmente in tante capitali europee.

Partiamo per il nostro tour de las Fallas e visitiamo la Falla Convento Jerusalén, molto suggestiva sul tema di Bollywood con la critica al bipartitismo con le nozze celebrate tra Mariano Rajoy, PP, e Susana Diez, Psoe, i due principali esponenti dei maggiori partiti in Spagna.

Visitiamo anche la Falla del Pilar, da sempre una delle mie favorite, si trova nella piccola Plaza del Pilar,in pieno centro. La Falla si ispira alla Rivoluzione francese con la classe dirigente che guida la carrozza che cerca di scappare e non far salire i più sfortunati, che assaltano la carovana per prendere il bottino.

La mascletá è una grande emozione per chi come noi ama la città. Nella Plaza del Ayuntamiento alle 14, bisogna arrivare almeno un'ora prima per riuscire a vedere i fuochi artificiali che accompagnano i petardi. La Fallera Mayor dà l'avvio alla mascletá con la frase "senyor pirotecnic pot començar la mascletá".

Una paella al Mercado Central ci vuole per rilassarci e mangiare questa specialità che durante le Fallas diventa anche street food. Andiamo a vedere la Ofrenda ma quanto è diffiicile camminare nelle vie di Valencia questi giorni. Tutte le vie sono bloccate e bisogna studiare bene il percorso per arrivare ai luoghi che si vuole raggiungere senza fretta.

La cena del sabato sera decidiamo di farla in uno dei posti del nostro Erasmus: la Bodega Fila in Avenida Manuel Candela, nel quartiere universitario. Jamón, formaggio, tonno, boquerones, navajas, chichos, sono i piatti della bodega, con il vino della casa servito dal padrone Macedonio, realizzato dall'uva coltivata nei suoi terreni a Valladolid, città della Castilla y León di cui è originario.

Il prosciutto è di Teruel, finito di mangiare, andiamo tutti a vedere il castillode fuegos all’1.30 al Paseo de Alameda. Una ragazza valenciana che vive a Barcellona si commuove. Terminato il castillo, si cerca di raggiungere il centro attraverso il Puente de Aragón che risulta chiuso al traffico.

Ci risvegliamo, è domenica, ultimo giorno, tempo di valige e saluti. Decidiamo di allontanarci dal ritmo delle Fallas e di riposarci con una passeggiata nel Túria, una risata al Gulliver, lo scivolo a forma di Gulliver creato per i bambini, sdraiarci al parco davanti alla Città della Scienza, vicino al Museo de la Ciencia.

L’atmosfera è rilassante e sento le vecchie emozioni. Vedo famiglie con i bambini contenti, rilassati, è proprio bello vivere qui, stare qui, crescere i propri figli anche in un’epoca di incertezza,

Saluto i ragazzi che tornano a Barcellona e vado verso la Stazione di Xátiva per prendere il treno per l’aeroporto. Una bella horchata con fartons dissetante mi fa rilassare e mi rinfresca dal grande caldo. L’aeroporto è collegato con la metro e per soli 3,90 euro arrivi a destinazione. Mentre parto un bel sole brilla su Valencia, la Cabalgata del Foc sta per iniziare alle 19, la Nit del Foc con la Cremá di tutte le Fallas compresa quella del Ayuntamiento e quella vincitrice della Sección Especial, ovvero quella di Antiguo Campanar, bruceranno e l’anno prossimo saranno ricostruite dalle nuove commissioni Fallere.

È ancora San Giuseppe, la festa del Papà, il rito di rigenerazione e di purificazione attraverso il fuoco può avvenire anche quest’anno. Felice di avere partecipato alle mie quarte Fallas, torno a Milano con il cuore pieno di gioia, emozioni, amicizia.

ALESSANDRO DELFIORE

Per vedere le Fallas Sezione Speciale: http://www.lasprovincias.es/fallas-valencia/fallas-seccion-especial/201703/16/seccion-especial-fallas-2017-20170316163303.html

Sevilla maravilla tra flamenco e teatro
post pubblicato in España, il 30 ottobre 2016

La Capitale dell’Andalusia raccontata in una notte milanese a ritmo di flamenco

“Mi infancia son recuerdos de un patio de Sevilla y un huerto claro donde madura el limonero”(Antonio Machado)

La mia infanzia è fatta di ricordi di un atrio di Siviglia e un orto dove matura l’albero di limoni (ndr)

La prima volta che andai a Siviglia fu un viaggio Erasmus. Vivevo a Valencia, era il 2006, in pullman ci vollero dodici ore per arrivare nella capitale dell’Andalusia. Eravamo appena stati a Granada, avevamo visto l’Alhalmbra, le case bianche, vissuto il flamenco, la noche andalusa, il botellón tra migliaia di persone.

Poi eccola lì la capitale, con il suo barocco, lo stile arabo e cristiano, la Macarena, la Judería e il Río Guadalquivir che attraversa la città. Visitammo la Cattedrale, una delle più grandi del mondo, con la Tomba di Colombo e il ricco tesoro dei re spagnoli, nel quartiere Santa Cruz.

Ci tornai a Siviglia, in luglio, tanto caldo. Visitai la Basilica della Macarena, centro delle celebrazioni del Venerdì Santo e della Semana Santa di Siviglia,probabilmente il più importante scenario dei riti cristiani che accompagnano  la Settimana di Pasqua.

Il Parlamento dell’Andalusia, sede del Governo Politico, è proprio vicino alla Basilica. Fu conosciuto come Hospital de la Sangre e si ispirò all’Ospedale Maggiore di Milano di Filarete in stile manierista. Delle origini musulmane rimangono il Patio de los naranjos e la Giralda, la Torre vicino alla Cattedrale, imperdibile nella prima visita alla città, in stile almohade. Iniziata nel 1156 fu completata nel 1184 e poi resa cristiana durante la Reconquista inserendo una croce e una campana al posto dell’antica sfera.

Un martedì di ottobre, piovoso. Una giornata da palestra, allenamenti, divano e tivù. Invece la Spagna ci regala una serata magica, al grattacielo Bryan & Berry, a San Babila in centro a Milano. “Per la serata Spagnola?” chiediamo al portiere. Vai al nono, una rampa di scale e sei al decimo. “Che stile! Sarà una grande serata”pensiamo. E subito la sensazione è confermata.

I partner di Siviglia Convention & Bureau sono i migliori hotel della città: Melià, Barcelò, Silken, hotel da oltre 500 camere con sale congressi, incentive, meeting, mostrano la capacità alberghiera della quarta città della Spagna, la cui capacità turistica è davvero notevole.Crescono gli italiani in Andalusia, oltre 427.000 ingressi, +13% del 2015 rispetto al 2014, con oltre 900.000 soggiorni, quello italiano è il settimo mercato per questa Regione della Spagna, molto visitata. Siviglia è la città più visitata dell’Andalusia con 130.000 visitatori nel 2015.

Anche il Guadalquivir è diventato navigabile da qualche anno, diventando uno dei principali terminal per le crociere ed una delle vie principali di Siviglia. Il video promozionale mostra le bellezze del centro storico della città, la Plaza de España con la sua bellezza neo-moresca, realizzata dall’architetto sivigliano Anibal Gonzáles. La Torre de Oro,sede del Museo Navale, introduce al quartiere di Triana, in cui si trova anche il Castello di San Jorge, sede della Santa Inquisizione in Spagna dal 1481 al 1785 e ora centro tematico sulla tolleranza, che spiega concetti come la repressione, il fanatismo, l’intolleranza.

Ad allietare la serata un intenso spettacolo di flamenco, con voce, chitarra e la splendida ballerina Carmen che si è esibita in due diversi abiti. Carmen che è anche il titolo della famosa opera lirica, ambientata a Siviglia. La protagonista era una cigarrera, lavorava nell’Antica Fabbrica dei Tabacchi, ora sede dell’Universidad de Sevilla, vicino al Parque de María Luisa, una delle maggiori attrazioni della città.

Per chi piacciono le chicche: nella Cattedrale di Siviglia è presente la Tomba di Cristoforo Colombo, e vicino alla Cattedrale, l’Archivio delle Indie, vecchia Lonja dei mercanti, costruita nel 1584, custodisce trattati e documenti del Governo del Nuovo Mondo durante la colonizzazione spagnola. C’è anche il Trattato di Tordesillas, nella versione portoghese, una chicca da ammirare nel Museo.
E quando si spostano i sovrani della Monarchia Spagnola, la loro sede a Siviglia, è il Real Alcázar, dalla riconquista cristiana della città avvenuta nel 1248 per opera di Fernando III detto il Santo.

La Capitale Andalusa tra tapas, flamenco, quieto vivere, passato illustre, è una meta facilmente raggiungibile dall'Italia grazie all'Aeroporto di Siviglia, mentre in treno grazie all'alta velocità si trova a solo 2 ore e mezza da Madrid e 40 minuti da Córdoba.

Il legame tra Milano e Siviglia è stretto con la moda, la buona cucina, la lirica, sancito da "Le nozze di Figaro", ambientata nell'antica Italica e rappresentata alla Scala di Milano fino al 27 novembre 2016.

ALESSANDRO DELFIORE

La Navarra: tra San Fermin, mojirose e txistularis, un viaggio nel Reyno del Gourmet
post pubblicato in España, il 13 giugno 2015

MILANO - Il 2 giugno 2015 è il giorno della Festa della Comunidad Foral de Navarra. Foral perché è ancora in vigore il “Fuero”, un’ antica legge medievale del Regno di Navarra che è stata mantenuta con l’Unificazione della Spagna e nell'attuale Costituzione del 1978.

A Expo 2015, a Milano, alla celebrazione ha partecipato anche la Presidentessa della Comunidad, Yolanda Barcina Angulo, del Partito UPN, Unión del Pueblo Navarro. Subito dopo l’alzabandiera e l’esecuzione degli inni nazionali di Spagna e Navarra, la Presidentessa ha ringraziato i giornalisti accorsi e ha firmato il Libro d’Onore del Padiglione. Al suo intervento hanno fatto seguito, un breve discorso del Console Generale di Spagna e del Commissario del Padiglione.

I “Txistularis” hanno intrattenuto il pubblico con le musiche tipiche della Navarra. La banda del Comune di Pamplona è composta da un quartetto di cui due “txistu” (flauto a tre fori e tamburello), un silbote ( flauto simile al txistu con una quinta più grave), e il timpano. La banda ha deliziato i visitatori facendoli viaggiare con la mente a San Fermín che inizierà il 7 luglio a Pamplona.

L’atto è stato seguito da uno show-cooking dello chef Alex Múgica, che ha illustrato le bontà dei prodotti “Reyno gourmet de Navarra”, una selezione di cibi dop che raccoglie l’eccellenza della produzione agricola e vinicola locale. Utilizzando i prodotti del luogo, Alex,ha illustrato le proprietà del pimiento de piquillo (peperoncino di Lodosa), l’esparrago de Navarra (asparago della Navarra) e l’alcachofa de Tudela (carciofo di Tudela), segnalando le migliori ricette per accompagnare questi piatti. 

In particolare lo chef ha suggerito uno stufato con vongole e carciofi. Mentre gli ospiti degustavano alcuni assaggi, il barman navarro Carlos Rodríguez Félix,preparava un mojirose, un mojito (quindi ghiaccio pestato , menta, lime, soda e zucchero di canna) con il vino rosato della Navarra al posto del rum, proveniente dalla città di Campanas. Delizioso e rinfrescante.

Alex ci racconta che la maggiorparte dei prodotti della terra vengono coltivati nella parte sud della Regione, con più influssi romani e vicina alla Rioja, infatti la produzione enologica si compone di vini della Navarra d.o., il pacharán navarro, un ottimo liquore da fine pasto da 25-30° (che lui definisce simile al Bardolino), Rioja e Cava. Il Rioja viene prodotto in 8 località: Andosilla, Aras, Azagra, Bargota, Mendavia, San Adrián, Sartaguda e Viana.
I formaggi Idiazabal e Roncal, dal sapore forte di capra, arrivano invece dalla parte basca della Regione, il Nord. Il Roncal in particolare viene prodotto da latte non pastorizzato della Valle del Roncal: dalle città di Uztarroz, Isaba, Urzainqui, Roncal, Garde, Vidángoz e Burgui.

Sempre con il latte viene realizzata la quajada, un dolce tipico navarro, di cui Alex ci da una particolareggiata descrizione: infatti mentre prima era prodotto solo con latte bruciato, ora viene realizzato con 80% di latte normale e 20% di latte bruciato. La particolarità era anche che una parte del latte usato proveniva dallo stomaco della pecora, mentre ora si trova in commercio un siero per sostituire tale processo artigianale.

Il nostro barman Carlos è creativo e ci illustra un altro cocktail: il pacharán chocolateado (pacharán al cioccolato) fatto con pacharán navarro, succo d’arancia, panna, cioccolato, cannella e cacao, per un cocktail rinfrescante ed estivo.

Carlos ci regala un cocktail da portar via: ci servirà proprio in questa calda giornata di giugno, in cui giriamo per l’Expo con in bocca ancora i sapori della Navarra ed in agenda un viaggio per questa fantastica destinazione. Tutti vanno a San Fermín, ma perché non assaporarne i sapori col turismo rurale, lento e scoprirne i ponti, i colori e le strade, al ritmo del pellegrino del Cammino di Santiago? Migliaia infatti partono da Pamplona per il più famoso Cammino del Mondo e si fermano ad assaggiare i sapori navarri, rimanendo spesso estasiati dalla varietà e dalla bontà della gastronomia del Nord della Spagna, ancora poco conosciuta in Italia.

ALESSANDRO DELFIORE

Ricard Camarena: la cucina valenciana dalla tradizione alla creazione
post pubblicato in España, il 7 marzo 2013
A Valencia in cucina regna la tradizione. La paella deve essere mista, di carne e verdure, con riso valenciano dell'Albufera. Ma a Milano, l'Ente del Turismo di Valencia ci fa scoprire un'altra faccia della gastronomia cittadina, quella dell'innovazione e della sperimentazione, grazie allo chef Ricard Camarena, valenciano, trasferitosi da Gandia alla capitale della Comunidad Valenciana nel 2010. Ricard, ha 3 ristoranti in città: anzitutto il Central Bar nel Mercado Central, in cui si possono mangiare crocchette di baccalà e buñuelos di pollo per una cifra modica. Ricard ha aperto inoltre a inizio ottobre 2012 il Canalla Bistró in Calle Maestro José Serrano 5 vicino alla Avenida Reino de Valencia mentre il ristorante Ricard Camarena, gourmet, che ha una stella michelin e secondo alcuni esperti, è il migliore ristorante di Valencia mentre per altri si avvia alla seconda stella.
A Milano Ricard ci fa provare due suoi piatti di cui ci fa la dimostrazione gastronomica. Il primo è l'insalata di tonno e sesamo. Doveva essere sgombro ma il mal tempo a Valencia della settimana antecedente, aveva impedito di pescarlo. Per realizzarlo, bisogna preparare una horchata di sesamo con acqua, aceto, sale e zucchero. Gli ingredienti sono inoltre cetriolo, coriandolo, menta, zucchero, sale, olio piccante. La particolarità del piatto è la creazione di diversi livelli che incitano alla scoperta dei diversi sapori dal mare alla verdura fino al dolce del sesamo caramellato. Importante servirlo in un piatto di marmo.
Il secondo piatto che ci propone Ricard è un Risotto Margherita, piatto definito "tra i 10 migliori piatti" dalla rivista "Vini e Gastronomia". Il piatto è realizzato col riso ma ha la forma di una pizza margherita con tutti gli ingredienti. Ci vogliono tre tipi di pomodori: lo cherry, il pomodoro fresco, e il pomodoro secco triturato. Bisogna preparare a parte un brodo speciale di gamba di vitello, che diventa una emulsione, "quasi una maionese liquida" a detta dello stesso chef. Alla fine, a cottura del riso avvenuta, oltre al brodo, si aggiunge pomodoro triturato, formaggio di capra stagionato dal sapore deciso, pomodoro secco, basilico, pomodoro fresco, rucola, purè di pomodoro secco e olio d'oliva.
Ricard ci fa notare che il piatto l'ha provato anche Carlo Cracco e che il riso in Spagna viene cotto meno al dente che in Italia. Ricard inoltre ci illustra la sua filosofia su che sapore deve avere il suo risotto: "il sapore deve stare intorno al chicco, non all'interno".
Durante la serata, i due piatti sono stati accompagnati da vini valenciani delle Bodegas Murviedro, mentre gli altri due piatti sono stati: nasello con consommè di amontillado e scapola di capretto in infusione di carbone con cipolle tenere e arrostite sulla fiamma. A sugellare la cena, il caffè con gelato al latte affumicato, burro e noci di macadamia.
Come avrete notato, si tratta di piatti di difficile fattura, elaborati in modo molto ricercato e aprono la cucina valenciana verso la sperimentazione e il culto della raffinatezza.
La cornice della serata è stata la Scuola della Cucina Italiana, in via Aspromonte, che realizza corsi di cucina sia regionale che per eventi particolari come la Pasqua che si avvicina. L'Ente del Turismo Valenciano ancora una volta ci mostra quindi una faccia della città raffinata che può attrarre sempre più turisti verso questa bella località del Mediterraneo, all'insegna del quieto vivere e della cucina mediterranea.
ALESSANDRO DELFIORE
Galicia
post pubblicato in España, il 18 marzo 2012
La Galizia - Galicia in castigliano - è una terra magica situata nell'estremo nord-ovest della Penisola Iberica. E' una terra ancestrale di druidi e di celti, inondata della magia del Camino de Santiago, per cui genti sia dal Nord dell'Europa che dalla Francia e dall'Italia arrivavano a Santiago de Compostela dal cammino francese o dal Sud di Spagna e Portogallo attraverso il cammino portoghese.
E' il turismo religioso, il cardine di questa Regione, anche se il Cammino è ormai anche un itinerario naturalistico, storico, di riscoperta di sè stessi e del tempo della natura, da fare a piedi, in bici o in auto e scoprendo altre splendide citta' della Regione e del Nord della Spagna.
E' quindi il Cammino di Santiago l'attrazione turistica piu' importante, con il Cammino che arriva fino alla Catedral de Santiago, splendida, maestosa, gotica, e termina con un abbraccio a Santiago, dopo essere stati zittiti nella Cattedrale se si chiacchiera invece di pregare.
E in tutta la Regione, andrete alla ricerca di croci disseminate lungo le coste, chiesette abbandonate dedicate a Santiago, il mare che si unisce all'architettura marittima, a volte confondendosi se si è in Spagna, in Portogallo oppure in Irlanda.
A Santiago troverete inoltre una specialita' della zona: la Galizia è la prima Regione spagnola per pesca, e si pescano crostacei molto particolari come le ostriche, le zamburiñas, le vieiras, i berberechos, i centollos, i percebes, le cozze e i gamberi. La cucina gallega è quindi molto famosa in Spagna con piatti come la empanada galega, le vieiras a la plancha, la caldeirada de pescado.
Il sapore dei piatti della Galizia è molto delicato, il prezzo non è mai eccessivo e le porzioni abbondanti. I pellegrini esausti da km di camminate, possono mangiare ricchi menu di pesce,  rinfocillandosi con i vini della Regione, i bianchi albariño e ribeiro, prodotto nelle rias galegas.
Un altro itinerario è quindi quello naturalistico, visitando i porti piu' belli delle rias baixas e delle rias altas come Cambados, Betanzos, Noia, O Grove, la Isola della Toxa senza perdersi le grandi città come La Coruña e Vigo. Nell'itinerario naturalistico, tappa fondamentale è la visita alle Isole Cies, isole a mezzora in barca da Vigo, battute dai venti dell'Atlantico, dalle onde, e in cui si possono vedere incredibili voli dei gabbiani che si lasciano trasportare dal vento, lasciandosi cullare nell'aria.
Alla sera nelle isole Cies, è straordinario vedere come stormi di uccelli planino nell'aria senza muovere le ali e lasciandosi trasportare dalle correnti. E' poetico, romantico, come il tramonto a Finisterrae, la fine della terra per gli antichi e ultima tappa del Cammino di Santiago per gli instancabili pellegrni.
Dopo avervi fatto aprire le ostriche a Vigo, avere visitato la Torre di Hercules a La Coruña e avere mangiato ogni tipo di pesce e carne possibile, potrete tornare a casa vostra, portando nel cuore il ricordo di un viaggio indimenticabile dopo avere ascoltato una lingua a meta' tra portoghese e spagnolo e avere conosciuto gente semplice e di parola.
Galicia + Castilla
post pubblicato in España, il 5 agosto 2011
Il viaggio di quest'estate prevede:
- Segovia (Castilla y León) - città famosa per il suo acquedotto
- Valladollid (Castilla y León)
- Santiago de Compostela (Galicia)
- La Coruña (Galicia)
- FInisterre (Galicia)
- Cambados (Galicia)
- O Grove (Galicia)
- Sanxenxo (Galicia)
- Vigo (Galicia)
- Isole Cies (Galicia)
- Tui (Galizia - al confine tra Spagna e Portogallo)
- Salamanca (Castilla y León)
- Avila (Castilla y León)


Tenetevi collegati perchè entro 20 giorni avrete nuove esaltanti news sul menu del viaggio o altri dettagli interessanti :)

Hogueras e Fallas
post pubblicato in España, il 20 maggio 2011

La Festa di San Giovanni è una delle più importanti in Spagna. E' una festa simbolica perchè simbolizza l'inizio dell'estate, così come la festa per San José (San Giuseppe) dà inizio alla primavera.
Una delle feste più belle che si possono trovare nella settimana che precede il 23 giugno sono le Hogueras di Alicante.
La festa è molto simile alle Fallas di Valencia avendo però alcuni elementi di specificità.
Le falleras di Valencia a Alicante diventano le "Belleas del Foc", la paella tipica valenciana è sostituita dal cibo tipico alicantino, tra cui la cocantoñina, una torta salata con cipolla, tonno e pinoli.
Anche ad Alicante ci sono le mascletà, degli spettacoli pirotecnici che avvengono in pieno giorno  (alle ore 14 in Plaza de los Luceros a Alicante, in Plaza del Ayuntamiento a Valencia) e consistono nel fare il maggior rumore possibile per circa 7-8 minuti. A Valencia si dà inizio ad ogni mascletà con la frase "Senyor pirotecnic, pot comensar la mascleta!!!" che in valenciano significa "Signor pirotecnico, può iniziare la mascletà" e si dà il via ai bombardamenti.
Un altro elemento che accomuna le due feste è la presenza di barracas, tendoni in cui si mangia, si balla e si fa festa tutti assieme. A Valencia sono riservati ai membri della Junta Fallera ovvero il comitato organizzativo di ogni falla ma molte sono aperte ai turisti.
Le vere protagoniste della Festa sono però le sculture, sempre ironiche e divertenti: a Valencia sono appunto le Fallas (Falles in valenciano), ad Alicante le Hogueras (Fogueres in catalano). Sono sculture di cartapesta alte anche 20 metri e che possono arrivare a costare addirittura 600.000 euro.
Il momento fondamentale è la plantà che avviene il 15 marzo per le Fallas e il 20 giugno per le Fogueres. Finalmente valenciani e alicantini possono scoprire le sculture per le quali hanno aspettato un intero anno e possono quindi giudicare quale secondo loro è la migliore. C'è un concorso per decidere la Falla e l'Hoguera più bella, divise a seconda della grandezza.
Altra festa nella festa è il concorso per diventare Fallera Mayor, Fallera Infantil e Bellea del Foc. Ogni valenciana e alicantina vuole questo ambito riconoscimento per la sua bellezza e potere essere per un anno regina della festa della propria città, dato che tale carica fa presiedere a tutti gli eventi ufficiali della Festa che si svolgono durante l'intero anno.
C'è anche il lato religioso della Festa con l'offerta (ofrenda) di fiori alla Virgen de los Desamparados en Valencia e alla Virgen del Remedio a Alicante. A Valencia si costruisce una vergine di fiori in Plaza de la Virgen, con i fiori portati dalle donne vestite in abiti tradizionali,
La fine della Festa avviene con la cremà per le Fallas il 19 marzo, giorno di San José e ad Alicante il 24 giugno, il giorno diopo San Juan. Tutte le Fallas e le Hogueras vengono bruciate e viene salvata solo una parte della Falla/Hoguera vincitrice. E' un modo per mostrare lo scorrimento del tempo e rinnovare la vita dato che l'anno successivo gli artisti costruiranno nuove Fallas e nuove Hogueras.
Ad Alicante, inoltre il 23 giugno, la festa si conclude con la banyá al Postiguet, bagno di mezzanotte in cui si devono saltare 12 onde. Fuochi d'artificio, petardi e discoteche in strada condiscono la festa, in cui non si possono non mangiare i famosi churros para desayunar, fare colazione, dopo una notte di bagordi, svegliati dai botti della despertà.
ALESSANDRO DELFIORE

Se volete qualche info in più:
Fallas de Valencia www.fallas.com
Hogueres de Alicante www.hogueras.org
Cantabria
post pubblicato in España, il 21 novembre 2010

All'estero non viene bene comunicata l'immagine della Spagna del Nord. L'unica Spagna che si conosce è il turismo balneare del Mediterraneo con sole, spiagge, flamenco e paella.
Ma per chi è riuscito a visitare il Nord dalla Galizia al Paese Basco, dalla Navarra alla Castiglia e Leon, si accorgerà che esiste tutta un'altra Spagna completamente diversa dallo stereotipo.
Ad esempio la Cantabria evoca tanti sentimenti e immagini che si sovrappongono: turismo rurale e spiagge a picco sul mare, campagna con cavalli e mucche e l'eleganza di Santander, la meta balneare di vari re e regine spagnole.
E' difficile quindi ridurre questa regione a una sola immagine. Ad esempio Santillana del Mar, splendido borgo medioevale dove passeggiare è ancora un piacere. Infatti si percorrono le antiche strade medioevali ascoltando musica celtica, bevendo un orujo (liquore cantabro anche con miele o erbe) o un buon vino cantabro, mangiando i prodotti tipici: dalle anchoas di Santoña (acciughe dal sapore prelibato) al bonito del norte (il tonno del mar cantabrico dal sapore inconfondibile) fino agli imperdibili dolci, i sobaos e la quesada, ricavati dal principale prodotto gastronomico della zona: il latte.
Infatti la Cantabria è un inno al latte con taverne che ti servono il latte fresco da cui poi si ricavano buonissimi formaggi, tra cui uno dei più famosi è sicuramente il formaggio idiazábal dal sapore forte e stagionato, Quindi forti sapori, territori dove l'ambiente regna sovrano e piccoli porti di pescatori come San Vicente de la Barquera e Comillas, dove l'architetto catalano Gaudì ha espresso il suo genio testimoniato da El Capricho, un monumento nel centro della cittadina.
In estate, le spiagge cantabre si popolano di turisti, ma senza raggiungere il sovraffollamento delle Baleari, Canarie o del Mar Mediterraneo. E chi arriva nella capitale Santander, non può certamente evitare di farsi un bagno nella bella spiaggia del Sardinero, nel centro della città arrivando con una bella passeggiata fino alla Peninsula della Magdalena, antica residenza estiva del re Alfonso XIII agli inizi del XX° secolo.
Ma tornando nella Cantabria selvaggia, uno dei punti di forza della regione sono senza dubbio le grotte preistoriche, fra cui le più famose sono le grotte di Altamira a 3 km da Santillana del Mar che però al momento sono chiuse e sostituite da un museo che ne ricostruisce al millimetro il tetto della grotta ricco di dipinti rupestri. Per ammirare le grotte scendendo in profondità ed essendo illuminati solo da una piccola torcia, vi consigliamo di andare fino a Puente Viesgo e visitare le grotte de El Castillo e Las Monedas, dove si potranno ammirare tori, cervi e altri animali disegnati dai nostri antenati primitivi. In montagna potrete mangiare il cocido montañes fatto di fagioli e varie carni di maiale (chorizo, morcilla, salsichón - a voi il gusto di scoprire di cosa si tratta), mentre per chi non può fare a meno di mangiare pesce, vi consigliamo di mangiare i tipici fritti di mare e le sardine, in un bel porto come Santoña, dove potrete provare delle prelibatezze come i calamari, le vongole (almejas), i berberechos, gli scampi (cigalas), le aragoste (langostas), le sardine (sardinas) e gli astici (bogavantes) buonissimo con il riso (arroz al bogavante).
Insomma un viaggio tra cultura campestre, grotte preistoriche, eleganza marinara, prelibatezze del palato, storie ancestrali e rispetto dell'ambiente: per tutto questo vi consigliamo di viaggiare e scoprire le bellezze di questa splendida Regione.

Altre informazioni su:
www.turismodecantabria.com
Gastronomia della Cantabria su Wikipedia

Valencia
post pubblicato in España, il 27 ottobre 2010

En septiembre-octubre los extranjeros que llegan a Valencia aprecian la Playa de la Malvarrosa, con el agua calida, pocas olas y la posibilidad de andar, jugar a voleibol y sobre todo bañarse. Suecos, ingleses, americanos llegan a la playa desde la Avenida del Puerto o cogiendo el metro hasta la parada "Puerto" o por el carrilbici desde la Avenida Blasco Ibañez.
Valencia es una bonita ciudad del Mediterraneo con varios puntos de interés turístico: el centro de la ciudad, con el antiguo Mercado Central donde la gente del campo llegaba a vender naranjas y cualquier producto de la tierra. La Catedral se divide entre la Plaza de la Reina donde se puede ver la maravillosa fachada, y la Plaza de la Virgen, donde en las Fallas se crea una virgen de flor como homenaje a la Virgen de los Disamparados. La Estación del Norte enseña su estilo modernista cerca de la Plaza de Toros, donde se reunen los aficionados a la tauromaquia. En el centro puedes ver un film viejo en la Filmoteca, comer tapas en uno de los bares, andar encontrando siempre gente a cualquier hora del día y de la noche desde las Torres de Quart hasta las Torres de Serranos, torres que eran los limites de la ciudad en la Edad Media.
No puedes dejar Valencia sin haber andado por el Parque del Turia, que desde las afueras de la ciudad llega a la Ciudad de las Artes y la Ciencia, verdadero centro de la modernidad valenciana. El Rio Turia el 13 de octubre de 1957 causó 80 muertos por las lluvias intensas, asi que los urbanistas decidieron modificar su trayecto y crearon un parque en el medio de la ciudad.
Valencia es una ciudad que sigue creciendo, como se puede ver en el Puerto, renovado durante la 32a y 33a America's Cup que hubieron luego en las aguas del Mar Mediterraneo a Valencia. En verano puedes tomar una caña cerca del mar mientras a tu alrededor hablan inglés, francés, alemán o incluso italiano o japonés. El verdadero boom turistico en Valencia se creó con la Ciudad de las Artes y la Ciencia, un complejo arquitectónico realizado por el arquitecto valenciano con fama mundial Santiago Calatrava.
Si queréis un clima mediterraneo y una ciudad bien conectada con los aeropuertos italianos y de toda Europa, Valencia es vuestro próximo destino, con una temperatura media en octubre y noviembre de 20°.
Buen viaje!
Más informaciones en:
www.turisvalencia.es
http://es.wikipedia.org/wiki/Valencia
Donostia-San Sebastián
post pubblicato in España, il 8 settembre 2010

Esiste un'altra Spagna, meno conosciuta, meno pubblicizzata del classico mare, sole, cerveza e paella.
E' la Spagna del Nord con le sue grotte, le sue spiagge agitate, le rocce che si affilano sul mare, il verde che si confonde all'azzurro senza il caldo opprimente della Castiglia.
Tutto il litorale cantabrico da Irún al punto più occidentale della Galicia, è un micromondo da scoprire in cui si alternano quattro Regioni: Paese Basco, Cantabria, Asturie e Galizia.
Il terrorismo dell'Eta ora fa meno paura e finalmente molti turisti stranieri iniziano a scoprire il Paese Basco attratti soprattutto dall'incredibile architettura del Museo Guggenheim a Bilbao.
Ma arrivati in questa particolare Regione, iniziano a scoprirne le altre bellezze: i pinchos, il vino servito in un boccale più grande, il saluto "Agur!" quando ci si saluta, l'eleganza della gente per strada e la forza della natura e del mare.
Infatti tappa obbligata per chi va nei Paesi Baschi è sicuramente Donostia - San Sebastián, una fantastica città di mare, di cultura e di arte.
Per chi parcheggia vicino al Ponte Maria Cristina, può subito scoprire la spiaggia Zurriola, dedicata ai surfisti. Tutta la città è un inno al vento, con l'edificio più rappresentativo, il Kursaal, sede del Festival del Cinema di San Sebastián (dal 17 al 25 settembre) e del Festival di Jazz (dal 21 al 25 luglio) costruito in modo che le onde quasi entrino dentro il palazzo.
La Playa de la Concha domina la città divisa tra due monti, il Monte Igueldo, sede di un parco di attrazioni e da cui si può godere di una fantastica vista della città e soprattutto della Bahia della Concha ed il Monte Urgull, dal lato del Kursaal che permette di vedere il porto ed il centro storico della città.
Imperdibili anche le sculture del Peine del Viento di Eduardo Chillida, dove l'acciaio si fonde con le onde e la natura con l'osservatore che ne vede la forza. Per chi invece preferisce rilassarsi, ecco la famosissima Playa de la Concha, larga ben 1.350 metri nel centro della città, scelta anche dalla Regina Isabella II per i suoi bagni. Prima del Peine, si trova invece la terza spiaggia della città, Ondarreta, con i tipici ombrelloni bianco e azzurri (che è anche il colore della città) e i giardini al lato del lungomare che ne rinfrescano la passeggiata.
San Sebastián ha l'eleganza di una città del centro europa, che si mischia all'odore e alla forza del mare che condiziona Donostia in tutta la sua essenza facendola diventare una delle mete turistiche più ricercate da spagnoli provenienti da tutta la penisola e da sempre più europei che godono del suo clima mite e della bellezza della città.
Viaje de verano
post pubblicato in España, il 31 agosto 2010

Amigas y amigos,

este verano he visitado algunos sitios muy hermosos de España:

- la moderna y cultural capital de Vizcaya, Bilbao;

- la surfera y playera San Sebastián en Guipúzcoa, País Vasco;

- el Puente de Vizcaya que une Las Arenas (Guecho) y Portugalete;

- los puertos cantabros de Castro Urdiales, San Vicente de la Barquera y Comillas;

- Santander, la elegante capital de Cantabria;

- el pueblo acogedor y rico de platos típicos, Santillana del Mar en Cantabria.

- las cuevas primitivas de Altamira y de Puente Viesgo;

- comido muchas especialidades de pescado: boquerones, chipirones, navajas, sardinas, fritura mixta, paella de marisco, gambas, mohama, atún ahumado, bonito del norte, anchoas de Santoña, caldero de Tabarca.

- visitado ciudades mediterraneas como Alicante, Villa Joyosa, la isla de Tabarca;

- explorados museos inovadores como el Guggenheim de Bilbao y descubierto como se actúa la momificación en el Museo Arqueológico de Alicante.

- atendido por primera vez a una corrida de rejones.

- visitado Toledo, la ciudad de las tres culturas.

- parado en los peores bares de carretera españoles a tomar café o comer un bocadillo con jamón o tortilla.

Pronto os explicaré en detalle todo el viaje.

Hasta pronto viajeros!!!
San Fermin 2009
post pubblicato in España, il 20 luglio 2009


Sangre y correr, toros y cerveza, fiesta sin dormir para ochos dìas.
Estos son los ingredientes de la fiesta màs loca de España..
A luglio con un caldo infernale, 8 giorni di festa senza fermarsi.
Si dorme nel parco perchè non c'è un ostello, un hotel libero.
Bisogna stare attenti alla borsa perchè i ladri si aggirano.
E non si corre se non dopo attenti controlli..però la festa è in tutta la città, le tradizioni spagnole...la colazione senza dormire, birra, gente felice, è impagabile.
Sulla tauromachia ognuno ha la sua opinione ma sulla fiesta questo no: non ha prezzo
Tutti vestiti di bianco con il fazzoletto rosso, la città si riempe, i bar sono pieni, tutti sono amici.
Una festa del genere in Italia sarebbe semplicemente impossibile.
E' la festa dei pamplonesi, de las peñas che vivono tutto l'anno per questo evento.
La crisi finisce e torna la fiesta descritta da Hemingway, toros, alcool, rojo y blanco...
Soñando el chiringuito...
post pubblicato in España, il 16 luglio 2009

A la izquierda, a la izquierda, corremos, se vende hielo.
Toda la vida intentando buscar el chiringuito.
La libertad, la gioia di vivere vicino al mare, in un bar nella spiaggia bevendo un mojito con gli amici e che la felicità non finisse mai...
La Spagna è la patria dei chiringuitos, mi ricordo quelli a Valencia a fianco al porto. Cucinano pesce di tutti i tipi: almejas, boquerones, mejillones, chipirones.
Erano e sono il rifugio dopo una giornata dura, per eliminare le piccole amarezze e fare una risata in libertà.
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