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Le dimore storiche: una fiaba, la tua
post pubblicato in Turismo - professional, il 15 ottobre 2017


Sette Regioni hanno realizzato un progetto d’eccellenza che permette la visita di castelli, residenze reali, dimore storiche

Presso la Fiera TTG Incontri, venerdì 13 ottobre ore 10 si  è tenuta la conferenza 'Progetto di eccellenza sulle esperienze innovative di turismo culturale: residenze reali, ville, castelli e giardini storici' voluta dal Mibact con capofila Regione Piemonte.

Il mercato di riferimento è quello italiano e tedesco. Per il progetto sarà realizzata una guida turistica che illustri le eccellenze dell'iniziativa e sono stati creati itinerari interregionali con la possibilità di realizzare progetti autonomi ed indipendenti da parte delle Regioni.

Il progetto, corredato di materiale multimediale, vuole dare visibilità alle residenze reali, ville, castelli storici all’insegna del claim “Una fiaba, la tua” per rendere accessibili al grande pubblico queste dimore da sogno.

Al progetto partecipano le Regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Veneto. Un video è stato realizzato in italiano e inglese per avvicinare anche le Agenzie di viaggi e Tour Operator a questo prodotto turistico.

Sono stati targettizzati diversi segmenti: wedding, i viaggi di nozze. Infatti gli sposi possono scegliere le dimore storiche nel giorno più importante della vita di una coppia da soli o attraverso n wedding planner; la famiglia, infatti le dimore storiche si prestano alle gite fuori porta domenicali alla scoperta dell’architettura del nostro territorio. Sono state realizzate sales mission presso le sedi dell’Enit a Madrid, Berlino, Parigi, blog tour ed eductour per presentare questa novità ai giornalisti esteri ed operatori professionali.

Il castello è un luogo di charme che fa sognare giovani coppie, famiglie, bambine e bambini con l’immaginario cavalleresco di re e regine, cavalieri e dame, principi e principesse, con cui è facile immedesimarsi con la fantasia.

La campagna di comunicazione è partita il 16 ottobre con banner nei principali siti di informazione. Il Castello di Santa Severa è tra le strutture proposte dalla Regione Lazio. Per la Liguria il Dottor Verrini segnala che la Regione ha messo a disposizione 55 location con l'obiettivo di destagionalizzare il prodotto dato che si tratta di una meta soprattutto estiva. I giardini della Villa Hanbury a Ventimiglia, la Villa Marigola a Lerici, la Villa della Pergola ad Alassio, la Villa lo Zerbino a Genova sono alcune tra le attrazioni proposte da questo progetto.

L’autenticità è un criterio in forte crescita nella scelta di una destinazione turistica: il viaggio deve essere vero per fornire all’ospite un’esperienza autentica dall’inizio alla fine, si devono evitare ricostruzioni artificiali.

Il tema dell’enogastronomia è percorso dalla Milano-Sanremo del gusto, un itinerario alla scoperta dei sapori di queste due Regioni sempre più strette da legami di collaborazione. Per la Regione Lombardia parla il Dottor Danilo Maiocchi, direttore dello sviluppo economico. La Regione desidera che ogni dimora abbia una fruizione completa con una guida per conoscere meglio la singola attrazione. Per fornire sostegno al progetto si è pensato di coinvolgere diversi istituti di credito con tassi zero, sostenere il crowdfounding ed avviare un rapporto strategico con gli utenti.

Il Piemonte capofila, analizza gli strumenti per permettere la crescita dei segmenti mice e wedding e porta avanti il concetto di turismo per tutti. Ha realizzato una partecipazione con le Ferrovie Svizzere per i turisti che arrivano in treno dal territorio elvetico. La Valle d’Aosta ha a disposizione alcuni tra i più belli castelli di Italia che sono stati coinvolti nel progetto. Per il Veneto, al progetto partecipa il Consorzio delle città d’arte.

Il sito https://www.dimorestoricheitaliane.it/ fornisce la possibilità anche di scegliere le dimore storiche per il cinema, i matrimoni e sfogliare online la guida dei più bei castelli da visitare.

ALESSANDRO DELFIORE 

Link https://www.dimorestoricheitaliane.it/

Valencia en Fallas 2017
post pubblicato in España, il 26 marzo 2017

Atterro all’Aeroporto di Manises. E’ il 17 marzo. Un sole splendido a Valencia. Ci incontriamo in centro dopo avere lasciato le valige in hotel. Il programma è presto stabilito: un giro alle Fallas e poi la mascletá nella Plaza dell'Ayuntamiento.

Quest’anno le Fallas sono state dichiarate Patrimonio Immateriale dell’Unesco e gli ultimi tre giorni di festa coincidono con il fine settimana (venerdì, sabato, domenica). 

Un fiume di gente si è riversato per le strade di Valencia. Quasi non si riesce a camminare. Inoltre ci sarà il meteo dalla nostra parte,mentre durante gli ultimi anni pioveva spesso.

Il primo impatto con la città ci ricorda le sensazioni che avevamo lasciato: petardi che scoppiano, organizzazione precisa e meticolosa della festa. L’obiettivo è cercare di immortalare alcune Fallas de la sección Especial (le più importanti) e godersi la festa senza stressarsi, incontrare alcuni amici ma non correre per trovarli tutti.

Il primo pranzo è subito molto divertente con tortilla de patatas, chistorra e altre specialità spagnole in un bar in Calle de Caballeros, una delle vie principali del centro storico della città. Un amico valenciano ce lo sconsiglia, ma siamo stanchi di camminare, il posto sembra accogliente ed il risultato non ci delude affatto.

Passiamo in Plaza de la Virgen. Si sta tenendo l’ofrenda, l’offerta di fiori alla Mare de Deu, la Virgen de los Disamparados. Tante donne valenciane e della provincia si vestono con abiti tipici, percorrono le vie stabilite e giunti davanti alla Virgen, si commuovono di fronte a tanta bellezza.La banda suona per tutte le vie della città. È parte della festa - ci racconta un anziano -  ci sono più bande a Valencia che nel resto della Spagna. Ci sembra che esageri ma il suo racconto è avvincente e lo ringraziamo.

Le Fallas sono l’unica festa popolare in cui è il popolo a quotarsi con i comitati di quartiere che costituiscono i Casales Falleros per incaricare gli artisti falleri di realizzare le opere in cartapesta e i ninot ed organizzare cene conviviali. È anche un modo per rafforzare una comunità in cui le persone si incontrano, parlano, decidono, si riuniscono.

Alloggiamo nella zona di Ruzafa, che non conoscevamo bene ai tempi in cui vivevamo in città (2005- 2007 ndr). L’hotel è vicino ad una verbena con la musica che suona fino alle 5 di mattina all’incrocio tra Calle Cuba e Calle de Centells. Calle Cuba è ben collegata anche con la Stazione dei treni di Xativa ed è una delle vie più interessanti con tante fallas sezione speciale come Falla Cuba-Literato Azorín ed è vicino Calle Sueca, la via delle luci, che ospita la Falla Sueca-Literato Azorín.

Il 17 è anche il giorno di San Patrizio. Strani cappelli irlandesi si mischiano ai pañuelos delle Fallas, la festa del venerdì notte è molto animata nel quartiere Cánovas, ubicato vicino al Castillo de Fuegos dell’una di mattina al Río Túria.

Sabato mattina Valencia si risveglia lentamente.Simone, che vive a Barcellona, sa dove fare colazione bene: da Dulce de Leche en Calle del Pintor Gisbert 2 che ha tanti tipi di torte e buon caffè. Si tratta di un’ottima pasticceria, l’american bakery che va di moda attualmente in tante capitali europee.

Partiamo per il nostro tour de las Fallas e visitiamo la Falla Convento Jerusalén, molto suggestiva sul tema di Bollywood con la critica al bipartitismo con le nozze celebrate tra Mariano Rajoy, PP, e Susana Diez, Psoe, i due principali esponenti dei maggiori partiti in Spagna.

Visitiamo anche la Falla del Pilar, da sempre una delle mie favorite, si trova nella piccola Plaza del Pilar,in pieno centro. La Falla si ispira alla Rivoluzione francese con la classe dirigente che guida la carrozza che cerca di scappare e non far salire i più sfortunati, che assaltano la carovana per prendere il bottino.

La mascletá è una grande emozione per chi come noi ama la città. Nella Plaza del Ayuntamiento alle 14, bisogna arrivare almeno un'ora prima per riuscire a vedere i fuochi artificiali che accompagnano i petardi. La Fallera Mayor dà l'avvio alla mascletá con la frase "senyor pirotecnic pot començar la mascletá".

Una paella al Mercado Central ci vuole per rilassarci e mangiare questa specialità che durante le Fallas diventa anche street food. Andiamo a vedere la Ofrenda ma quanto è diffiicile camminare nelle vie di Valencia questi giorni. Tutte le vie sono bloccate e bisogna studiare bene il percorso per arrivare ai luoghi che si vuole raggiungere senza fretta.

La cena del sabato sera decidiamo di farla in uno dei posti del nostro Erasmus: la Bodega Fila in Avenida Manuel Candela, nel quartiere universitario. Jamón, formaggio, tonno, boquerones, navajas, chichos, sono i piatti della bodega, con il vino della casa servito dal padrone Macedonio, realizzato dall'uva coltivata nei suoi terreni a Valladolid, città della Castilla y León di cui è originario.

Il prosciutto è di Teruel, finito di mangiare, andiamo tutti a vedere il castillode fuegos all’1.30 al Paseo de Alameda. Una ragazza valenciana che vive a Barcellona si commuove. Terminato il castillo, si cerca di raggiungere il centro attraverso il Puente de Aragón che risulta chiuso al traffico.

Ci risvegliamo, è domenica, ultimo giorno, tempo di valige e saluti. Decidiamo di allontanarci dal ritmo delle Fallas e di riposarci con una passeggiata nel Túria, una risata al Gulliver, lo scivolo a forma di Gulliver creato per i bambini, sdraiarci al parco davanti alla Città della Scienza, vicino al Museo de la Ciencia.

L’atmosfera è rilassante e sento le vecchie emozioni. Vedo famiglie con i bambini contenti, rilassati, è proprio bello vivere qui, stare qui, crescere i propri figli anche in un’epoca di incertezza,

Saluto i ragazzi che tornano a Barcellona e vado verso la Stazione di Xátiva per prendere il treno per l’aeroporto. Una bella horchata con fartons dissetante mi fa rilassare e mi rinfresca dal grande caldo. L’aeroporto è collegato con la metro e per soli 3,90 euro arrivi a destinazione. Mentre parto un bel sole brilla su Valencia, la Cabalgata del Foc sta per iniziare alle 19, la Nit del Foc con la Cremá di tutte le Fallas compresa quella del Ayuntamiento e quella vincitrice della Sección Especial, ovvero quella di Antiguo Campanar, bruceranno e l’anno prossimo saranno ricostruite dalle nuove commissioni Fallere.

È ancora San Giuseppe, la festa del Papà, il rito di rigenerazione e di purificazione attraverso il fuoco può avvenire anche quest’anno. Felice di avere partecipato alle mie quarte Fallas, torno a Milano con il cuore pieno di gioia, emozioni, amicizia.

ALESSANDRO DELFIORE

Per vedere le Fallas Sezione Speciale: http://www.lasprovincias.es/fallas-valencia/fallas-seccion-especial/201703/16/seccion-especial-fallas-2017-20170316163303.html

Una Lugano da scoprire
post pubblicato in Svizzera, il 3 marzo 2017

Lugano, è una città di 68.000 abitanti circa nel Canton Ticino. Erroneamente viene considerata il Capitale del Cantone, che è invece Bellinzona, più a Nord.

Dal punto di vista turistico, è molto apprezzata dagli italiani che frequentano il Lago di Lugano, distante meno di 100 Km da Milano.

D’estate ha diversi Lidi in cui immergersi nel lago. C’è anche un famoso festival Jazz chiamato Lugano Estival Jazz che quest’anno si terrà dal 30 giugno al 1° luglio a Mendrisio e dal 6 all’8 luglio a Lugano. Si tratta di concerti gratis sul Lungo lago davanti ad uno scenario davvero indimenticabile che guarda verso Campione d’Italia, enclave italiana in mezzo alle montagne svizzere.

Ma oltre alle foto da scattare ed alla gita in battello sul lago, altri turisti arrivano in città per il casinò e per la nightlife. Infatti il Blu Martini (Via al Forte 4, 6900 Lugano) e il Seven (Via Stauffacher 1, 6900 Lugano) suonano musica reggaeton, disco e proiettano il turista a ben altre latitudini in un ambiente elegante ed esclusivo.

Nelle vicinanze della città, si possono visitare le città di Bellinzona, la città dei 3 Castelli e Locarno, famosa per il Festival del Cinema.
Entrambe si trovano all’interno del Canton Ticino e sono la seconda e la terza città in termini di abitanti.

A chi piacciono le escursioni, consigliamo Bré, vicino a Lugano, da Carmagnola.
Se si prende questa strada, vi consigliamo una sosta al Ristorante Il Camino, via Massago 3, attualmente gestito dallo Chef Pasquale, proprietario a soli 26 anni.

Il ristorante propone piatti tipici della tradizione calabrese e vi garantisce un’esperienza sensoriale unica ed un'accoglienza tipica del Sud.

Il Camino ha 6 camere da letto ed è un ottimo punto in cui riposarsi e godere di una bella vista di Lugano da una delle camere del bed & breakfast.

Lugano è un ottimo punto di partenza anche per le piste da sci ed è molto vicina all’Italia da Porlezza, in Provincia di Como, che risulta il punto più vicino a questa ricca cittadina, una delle capitali finanziarie della Svizzera con Zurigo e Berna, in cui molti italiani hanno realizzato la propria attività economica.

Sempre a Carmagnola (uno dei quartieri più esclusivi della città), se vi addentrate, potete trovare manoscritti e cimeli di Carlo Cattaneo, uno dei padri federalisti italiani, il Museo e la Piazza Rainis Aspazija, passeggiare e godere del bel panorama dalla Chiesa di San Giorgio.

La città è ricca di musei e di attività culturale sia sul Lungolago che addentrandovi a scoprire le bellezze cittadine. Non vi resta che partire, ci racconterete la vostra esperienza.

ALESSANDRO DELFIORE

Innsbruck: Capodanno ad alta quota
post pubblicato in Austria, il 8 gennaio 2017


Innsbruck - arrivare e soggiornare a Capodanno

Innsbruck è facilmente raggiungibile da Milano con l’auto, percorrendo l’autostrada A4 verso Venezia e poi prendendo l’Autostrada del Brennero verso Bolzano. Per chi preferisce rilassarsi durante il viaggio c'è anche la soluzione treno. In genere ci si ferma a Verona o al Brennero prima di proseguire per Innsbruck, ben collegata grazie alla partnership tra Trenord, Öbb (le ferrovie austriache) e Trenitalia.

Noi abbiamo deciso di soggiornare a Schwaz su consiglio di alcuni amici. Il viaggio è stato organizzato last minute ma siamo stati ripagati da una grande cordialità ed eleganza. Abbiamo contattato direttamente l’hotel Schloss Mitterhart (Innhöfe 3 - Vomp - tel. +43 524263285 - office@schloss-mitterhart.at www.schloss-mitterhart.at): il contatto è risultato molto informale, con la firma da parte della famiglia, una gentilezza che molti italiani apprezzeranno, addirittura senza il bisogno della carta di credito a garanzia della prenotazione.

Primi giri a Innsbruck ad Altstadt - la città Alta

Primo giro per Innsbruck al nostro arrivo alle 12.30 circa nella città bagnata dal Fiume Inn. Dalla stazione, si cammina verso il Ferdinandeum, Maria Theresien Strasse addobbata a festa contanti mercatini di Natale. Favolose le botteghe vicino al Goldenes Dachl, il tettuccio d’oro, sotto il quale per Capodanno era previsto un concerto musicale. L'imperatore Massimiliano I lo commissionò nel 1500, ricoperto da 2.657 scandole in rame dorato a fuoco (Herzog-Friedrich Straße 15 - tel +43 51253601441 - goldenes.dachl@innsbruck.gv.at - www-innsbruck.gv.at/goldenesdachl).

Ci fermiamo a mangiare al Theatercafe, (Universitätsstraße 3, tel 0664-73477747- 0660 5550239, carusos.theatercafe@gmx.at) in un locale gestito da una signora che parla italiano perfettamente. Subito proviamo il gulasch e i wurst, tipici della zona. L’apfelstrudel (strudel di mele) è delizioso servito con la vaniglia calda.

Continuiamo il giro per il centro tra i mercatini e arriviamo al Duomo di Sant Jakob ubicato nella Domplatz. Per scattare le fotografie all'interno del luogo di culto, si deve effettuare una piccola offerta per il mantenimento della Cattedrale.Passiamo vicino a Hobfurg, Hofkirche, il Ferdinandeum, senza purtroppo avere il tempo per visitarli. Andiamo verso Schwaz, neanche 20 minuti di treno e siamo lì. Costo 6,40 €. Dalla stazione all’hotel il tragitto è di 10 minuti. Non ci sono taxi vicino alla stazione e decidiamo di camminare costeggiando l’Inn malgrado stia per calare la luce. Il nostro bagaglio è leggero.

La passeggiata è bella anche se il freddo si sente, la temperatura è più bassa di Milano anche se il clima è più secco, meno umido. Il paesaggio delle montagne sull'Inn è meraviglioso.

La notte di Capodanno - Nachtvögel 

Ci incontriamo con alcuni amici che passeranno il Capodanno con noi. Abbiamo deciso di non fare il cenone ma di mangiare qualcosa in giro. Siamo ancora sazi dalle feste natalizie appena passate. Facciamo un bel giro e ci sediamo al chiuso all'Altstadt SchmaAnkerl (Kiebachgasse 9, tel 0512-587564 - www.altstadtschmankerl.at) Per godere al meglio dei giorni in Tirolo consigliamo l'uso di calze pesanti, scarponcini, sciarpa di lana, cuffia e guanti, perché nella notte la temperatura scende  in questo periodo anche a -7, -10.

C’è sicurezza in centro. Le borse vengono controllate per evitare la presenza di bottiglie di vetro in centro. Alle 23.30 tutti verso l’Inn perchè stanno per iniziare i fuochi d’artificio, davvero speciali. L’atmosfera è elettrica, tanti ragazzi ballano, ci si diverte. E a mezzanotte ecco gli auguri in un tripudio di fuochi. Festeggiamo con un ottimo gluckwuhn , vin brulé, brindando al 2017. Poi tutti in hotel perché non ci va di andare in discoteca. Non dimenticatevi di prenotare se volete andare a ballare, perchè la richiesta è alta.

La Nordkette - la funivia urbana

La mattina dell'1 iniziamo con una bella colazione continentale in hotel: con dolce tipico del Tirolo, ma anche uova strapazzate, prosciutto, formaggio con il pane appena fatto, che bontà. Ci avviamo nuovamente verso la Stazione di Schwaz verso Innsbruck. La nostra meta è la Nordkette (Höhenstraße 145, tel. +43 512 293344 - info@nordkette.com www.nordkette.com) anche se avremmo voluto visitare ilTyroler Volkskunstmuseum ma non abbiamo il tempo, toccherà tornare.

Arriviamo e subito ci informano che ci vogliono 35-40 minuti per salire in cima e si può scegliere a quale fermata scendere. Se si fa solo il primo tragitto dal centro congressi ad esempio con i bambini ci si può fermare all’Alpenzoo, la fermata prima di Hungerburg (orari 7.15-19.15) in un colle ai piedi della Seegrube. Ci sono tanti animali alpini tra cui aquile reali, marmotte ed esemplari già estinti in Ticino come lupi, orsi, lince.Saliamo ancora cambiando funivia verso la Seegrube (1903 mt. - orari 8.30 - 17.30) Questa fermata è davvero spettacolare. C’è l’Igloo bar (9-16) e le sdraio con cui si può godere del sole di montagna. Non ci fermiamo e saliamo fino in cima all’Hafelekar (2260 mt. - orari 9-17). In dieci minuti, con un sentiero facile si sale fino in cima alla montagna. La vista è a 360 gradi e c’è la neve. Purtroppo durante il nostro soggiorno, le piste sono chiuse per la poca neve che è caduta in tutte le Alpi. 

Scendiamo velocemente godendoci il panorama ad ogni tappa. Andiamo verso la stazione, il nostro viaggio è finito “Auf Wiedersehen”, arrivederci,  torneremo presto in questa bella città di montagna.

ALESSANDRO DELFIORE

Sevilla maravilla tra flamenco e teatro
post pubblicato in España, il 30 ottobre 2016

La Capitale dell’Andalusia raccontata in una notte milanese a ritmo di flamenco

“Mi infancia son recuerdos de un patio de Sevilla y un huerto claro donde madura el limonero”(Antonio Machado)

La mia infanzia è fatta di ricordi di un atrio di Siviglia e un orto dove matura l’albero di limoni (ndr)

La prima volta che andai a Siviglia fu un viaggio Erasmus. Vivevo a Valencia, era il 2006, in pullman ci vollero dodici ore per arrivare nella capitale dell’Andalusia. Eravamo appena stati a Granada, avevamo visto l’Alhalmbra, le case bianche, vissuto il flamenco, la noche andalusa, il botellón tra migliaia di persone.

Poi eccola lì la capitale, con il suo barocco, lo stile arabo e cristiano, la Macarena, la Judería e il Río Guadalquivir che attraversa la città. Visitammo la Cattedrale, una delle più grandi del mondo, con la Tomba di Colombo e il ricco tesoro dei re spagnoli, nel quartiere Santa Cruz.

Ci tornai a Siviglia, in luglio, tanto caldo. Visitai la Basilica della Macarena, centro delle celebrazioni del Venerdì Santo e della Semana Santa di Siviglia,probabilmente il più importante scenario dei riti cristiani che accompagnano  la Settimana di Pasqua.

Il Parlamento dell’Andalusia, sede del Governo Politico, è proprio vicino alla Basilica. Fu conosciuto come Hospital de la Sangre e si ispirò all’Ospedale Maggiore di Milano di Filarete in stile manierista. Delle origini musulmane rimangono il Patio de los naranjos e la Giralda, la Torre vicino alla Cattedrale, imperdibile nella prima visita alla città, in stile almohade. Iniziata nel 1156 fu completata nel 1184 e poi resa cristiana durante la Reconquista inserendo una croce e una campana al posto dell’antica sfera.

Un martedì di ottobre, piovoso. Una giornata da palestra, allenamenti, divano e tivù. Invece la Spagna ci regala una serata magica, al grattacielo Bryan & Berry, a San Babila in centro a Milano. “Per la serata Spagnola?” chiediamo al portiere. Vai al nono, una rampa di scale e sei al decimo. “Che stile! Sarà una grande serata”pensiamo. E subito la sensazione è confermata.

I partner di Siviglia Convention & Bureau sono i migliori hotel della città: Melià, Barcelò, Silken, hotel da oltre 500 camere con sale congressi, incentive, meeting, mostrano la capacità alberghiera della quarta città della Spagna, la cui capacità turistica è davvero notevole.Crescono gli italiani in Andalusia, oltre 427.000 ingressi, +13% del 2015 rispetto al 2014, con oltre 900.000 soggiorni, quello italiano è il settimo mercato per questa Regione della Spagna, molto visitata. Siviglia è la città più visitata dell’Andalusia con 130.000 visitatori nel 2015.

Anche il Guadalquivir è diventato navigabile da qualche anno, diventando uno dei principali terminal per le crociere ed una delle vie principali di Siviglia. Il video promozionale mostra le bellezze del centro storico della città, la Plaza de España con la sua bellezza neo-moresca, realizzata dall’architetto sivigliano Anibal Gonzáles. La Torre de Oro,sede del Museo Navale, introduce al quartiere di Triana, in cui si trova anche il Castello di San Jorge, sede della Santa Inquisizione in Spagna dal 1481 al 1785 e ora centro tematico sulla tolleranza, che spiega concetti come la repressione, il fanatismo, l’intolleranza.

Ad allietare la serata un intenso spettacolo di flamenco, con voce, chitarra e la splendida ballerina Carmen che si è esibita in due diversi abiti. Carmen che è anche il titolo della famosa opera lirica, ambientata a Siviglia. La protagonista era una cigarrera, lavorava nell’Antica Fabbrica dei Tabacchi, ora sede dell’Universidad de Sevilla, vicino al Parque de María Luisa, una delle maggiori attrazioni della città.

Per chi piacciono le chicche: nella Cattedrale di Siviglia è presente la Tomba di Cristoforo Colombo, e vicino alla Cattedrale, l’Archivio delle Indie, vecchia Lonja dei mercanti, costruita nel 1584, custodisce trattati e documenti del Governo del Nuovo Mondo durante la colonizzazione spagnola. C’è anche il Trattato di Tordesillas, nella versione portoghese, una chicca da ammirare nel Museo.
E quando si spostano i sovrani della Monarchia Spagnola, la loro sede a Siviglia, è il Real Alcázar, dalla riconquista cristiana della città avvenuta nel 1248 per opera di Fernando III detto il Santo.

La Capitale Andalusa tra tapas, flamenco, quieto vivere, passato illustre, è una meta facilmente raggiungibile dall'Italia grazie all'Aeroporto di Siviglia, mentre in treno grazie all'alta velocità si trova a solo 2 ore e mezza da Madrid e 40 minuti da Córdoba.

Il legame tra Milano e Siviglia è stretto con la moda, la buona cucina, la lirica, sancito da "Le nozze di Figaro", ambientata nell'antica Italica e rappresentata alla Scala di Milano fino al 27 novembre 2016.

ALESSANDRO DELFIORE

Tunisia: 2017 all'insegna della ripresa e della sicurezza
post pubblicato in diario, il 16 ottobre 2016

Tunisia a TTG Incontri: un nuovo direttore

La Tunisia si presenta a TTG Incontri 2016 a Rimini con una conferenza stampa all’insegna della parola “ripresa”. Nuovo logo e colori per l’Ente, dall’ocra gialla classica del deserto si passa al bianco e blu del mare. Novità che vede cambiamenti anche nelle principali cariche di rappresentanza turistica del Paese.

Il nuovo Direttore per l’Italia, Souheil Chaabani, alto, sguardo risoluto, sicuro di sé, parla in italiano, inglese e francese. Un obiettivo importante è dare fiducia alla filiera turistica per riportare gli italiani in Tunisia. Ma il primo obiettivo del country manager è di lavorare direttamente sul cliente finale che acquista tutto da sé e farlo tornare in Tunisia grazie ad una maggiore sicurezza.

I voli: la Tunisair per la ripresa

Nel 2017 tornerà una prima nave da crociera. Intervengono anche il Direttore Generale della Pubblicità a Tunisi, Lotfi Mani, e il Direttore della Tunisair Ben Slama Habib segnala che già il 2016 è un anno di ripresa con il +3% di flussi tra Italia e Tunisia. Giugno, luglio e agosto 2016 riportano un dato del 7% rispetto agli stessi mesi del 2015. Sono riiniziati anche i charter tra Milano, Djerba e Monastir con l’80% di riempimento nei 2 mesi in cui gli italiani viaggiano di più, ovvero i mesi di luglio e agosto 2016.

Habib, con tono vibrante, segnala che hanno incontrato la maggiorparte dei tour operator che programma la Tunisia, aperto nuovi mercati come la Russia e il Canada. Tunisair è il principale player sulle tratte Italia-Tunisia con il 65% del market share ed osserva che la ripresa è già in atto. Dal 15 novembre 2016 tornerà a Tunisi e sarà sostituito da un nuovo Rappresentante, Trichi Moez, anche lui presente alla conferenza.

Tutti i player per la sicurezza

E’ il turno di Nouvelair, il cui Direttore Commerciale ci segnala la presenza di voli charter da Verona, Milano Malpensa, Roma, Torino per Djerba e Monastir, sede delle principali strutture turistiche del Paese. Interviene anche Jalel Hinchiri, il Presidente degli albergatori della Provincia di Djerba. Ci racconta che hanno sostituito gli italiani con i russi. Fino allo scoppiare della crisi non avevano posto per i viaggiatori dall’Est, ma ora viaggiano e occupano le stanze lasciate vuote dagli italiani.

Prende la parola il Presidente degli Agenti di Viaggio della Tunisia del Sud, Bechir Zamouri. Abbiamo tutti gli ingredienti per ripartire: deserto, sole, mare, sicurezza, siamo pronti per accogliere gli italiani in Tunisia. Cita un detto francese” Viva l’amicizia del popolo tunisino”, auspicando che la Tunisia non sia più associata al terrorismo, agli episodi del Bardo, a Sousse, ma all’ospitalità tipica del Paese bagnato dal Mar Mediterraneo.

Dal Sahara a Tabarka: le attrazioni

La Nazione guidata da Beji Caid Essebsi, Presidente dal 31 dicembre 2014, ha fatto enormi sforzi sulla sicurezza. Il governo tunisino ha infatti obbligato gli alberghi a dotarsi di telecamere di sorveglianza, di vigilantes e di metal detector. Essebsi, che ha due figli, spera che ora gli italiani tornino a popolare le spiagge e le strutture del Paese per tornare ai livelli precedenti la Rivoluzione che aveva portato all’estromissione di Ben Ali, scappato a Jedda, in Arabia Saudita con il cambio di Governo e il Colpo di Stato del 2011.

Il turismo fornisce il 20% circa delle entrate. Nel Nord Est, Hammamet, Susa (“la perla del Sahel”) e Monastir, sono i principali centri balneari che si raggiungono facilmente dall’aeroporto internazionale Habib Bourguiba. In un’intervista del luglio 2016 ad InternazionaleFoued Loued, Responsabile Regionale per il turismo a Sousse, dichiarava: “Abbiamo una capacità di 40mila posti letto distribuiti su 96 alberghi. Di solito in questo periodo siamo al completo, ma ora ci sono solo novemila turisti, di cui seimila russi”. A Djerba, nel sud-est si arriva dall’Aeroporto di Gerba-Zarzis. Anche Tabarka, nel Nord-ovest al confine con l’Algeria ha un suo aeroporto, mentre Tunisi, la capitale, vicino all’antica Cartagine,è una città ricca di storia e con una rete di trasporti abbastanza sviluppata.  Se si vuole esplorare il deserto del Sahara, è consigliato visitare le città di Matmata, Tozeur e Douz, le porte per questa meravigliosa attrazione naturale che attrae tanti visitatori da tutto il Mondo.

La parola Sahara viene dall’arabo "sahra", significa "deserto" [Fonte Turismo Tunisia] e dal "deserto dei turisti", il 2017 deve portare un vento caldo di ospitalità, fiducia, che riporti gli italiani in questo favoloso Paese ricco di storia.

ALESSANDRO DELFIORE

                                                

Foto: Chiara Zaccone - Pr & Go Up

Da sinistra a destra: Jalel Hinchiri (Presidente Federazione Regionale albergatori di Djerba) -     Lofti Mani (Direttore della Pubblicità ONTT) - Souheil Chaabani (Direttrore per l'Italian dell'Ente) -   Behiri (Responsabile per il Sud Italia dell'Ente) - Trichi Moez (Rappresentante Tunisair) - Bechir Zamouri (Membro della Federazione degli agenti di viaggio della Tunisia del Sud).

Irish National Day a Expo
post pubblicato in Europe, il 28 giugno 2015

MILANO - Il tricolore irlandese e quello italiano, quante somiglianze. Ma anche quante differenze tra le due democrazie come abbiamo potuto notare nel giorno nazionale dell'Irlanda a Expo 2015. 

Infatti il Presidente Michael D. Higgins e la first lady Sabina Higgins hanno visitato il Padiglione Irlandese e per Expo, scambiando fotografie e sorrisi con i presenti senza troppe formalità. La giornata è iniziata con il concerto del gruppo Brú Ború presso Expocentre. Abbiamo potuto ammirare tutti gli strumenti della musica tradizionale irlandese come il bodhrán (tamburo a cornice suonato con uno stick in legno), il fiddle (il violino), gli strumenti a fiato come il tin whistle (flauto di latta) e l’irish flute (flauto traverso irlandese), gli  strumenti a corda come bouzouki, mandolino, banjo e l’arpa celtica, il simbolo dell’Irlanda. Gruppi di ballerine e ballerini hanno danzato con i suoni tradizionali irlandesi, con la sensazione di trasportarci in uno dei borghi medioevali di questa fantastica isola. La giornata è proseguita con la visita al Padiglione Irlandese. Il maltempo non ha aiutato lo svolgimento della giornata a causa dell’intensa pioggia, ma giornalisti e invitati hanno potuto ammirare il lussureggiante paesaggio verde dell'isola che hanno reso possibile un’agricoltura e una pesca di rilevanza mondiale, come illustrato dalla mostra "Wild Atlantic Way." Con generazioni di aziende a conduzione familiare e di pesca, il messaggio dell'Irlanda al mondo è chiaro: la terra e il mare non appartengono a noi, ma a coloro che verranno. L’Irlanda desidera uno sviluppo sostenibile, mostrando il lavoro dei suoi contadini, dei produttori e del Governo, impegnati a servire più efficacemente le comunità locali, e a proteggere le ricche risorse del Paese.

All'interno del Padiglione i visitatori possono imparare come la scienza, la tecnologia moderna e le risorse naturali possano essere potentemente utilizzate nelle sfide di un flusso sicuro di cibo di qualità e di un approvvigionamento e produzione sostenibili, come il benessere degli animali, le emissioni di carbonio, l'efficienza energetica, la salute del suolo e dell’erba, la gestione dell'acqua e l'uso di pesticidi e fertilizzanti. Dato che la ricerca della sostenibilità può essere sia un processo positivo che piacevole, il Padiglione offre ai visitatori l'opportunità di gustare e odorare le delizie d'Irlanda, come parte del programma culturale e di eventi del Padiglione.

Tutte le foto della giornata qui https://www.pinterest.com/adelfiore2/irish-pavilion-ireland-national-day-at-expo-2015/
Link ufficiale http://www.ireland.com/it-it/cose-da-vedere-e-fare/cibo-e-bevande/attrazioni-gastronomiche-per-i-visitatori/

ALESSANDRO DELFIORE
Breathe Austria: il polmone che fa respirare Expo 2015
post pubblicato in Austria, il 14 giugno 2015

"Puoi sopravvivere: 5 settimane senza cibo. 5 giorni senza acqua. Ma non 5 minuti senza aria" è uno dei motti esposti nel Padiglione Austriaco.

Creare un bosco viennese a Expo 2015 e creare ossigeno i partecipanti alla più famosa fiera al mondo grazie a una temperatura fissa di 26°: questo è l’obiettivo del Padiglione Austriaco a Expo 2015: Breathe Austria.

Grazie a oltre 60 alberi, 12.000 piante, il Padiglione Austriaco produce ossigeno per oltre 1.800 persone all’ora, grazie a una superficie fogliare di 43.200 m2.

Klaus K. Loenhart del team Terrain di Graz che ha sviluppato il Padiglione, ha spiegato  in un incontro che si è svolto il 13 aprile al Politecnico di Milano, come si è arrivati alla creazione del bosco viennese all’interno di Expo 2015. Inoltre viene utilizzata la cella solare a colorante posta nella terrazza del Padiglione che da sull’Open Air Theatre, in cui due volte a settimana si esibisce il Cirque du Soleil. Questo particolare tipo di cella ricalca il meccanismo della fotosintesi, con lo stesso sistema delle foglie del bosco.

Anche l’idea gastronomica è la stessa del Padiglione: ricalcare un menu del bosco elaborato da chef austriaci in modo da rispettare il concept del padiglione e offrire ai visitatori un punto di ristoro dal caldo che li affligge durante i mesi estivi. Oltre al Padiglione, l’Austria propone un vasto programma di eventi culturali,sempre legati al cibo e a: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, tema di Expo 2015.
Il bosco è un ibrido? Sì un ibrido,nel senso che è un ibrido tra natura e tecnologia. All’interno del Padiglione sono presenti anche microorganismi viventi quindi si può dire che il Padiglione viva.

La giornata dell’Austria è il 26 giugno 2015, ma i giornalisti hanno avuto l’occasione di visitare il Padiglione già il 9 maggio 2015 in occasione del press day e hanno potuto rinfocillarsi dal caldo della città in un vero bosco viennese ricreato su misura per Expo 2015.

Ogni respiro mi unisce alla totalità del mondo” infatti il motto è che il tema dell’Expo va portato nel proprio ufficio, nella propria scuola e dovunque si andrà ad abitare nel mondo.

ALESSANDRO DELFIORE

La Navarra: tra San Fermin, mojirose e txistularis, un viaggio nel Reyno del Gourmet
post pubblicato in España, il 13 giugno 2015

MILANO - Il 2 giugno 2015 è il giorno della Festa della Comunidad Foral de Navarra. Foral perché è ancora in vigore il “Fuero”, un’ antica legge medievale del Regno di Navarra che è stata mantenuta con l’Unificazione della Spagna e nell'attuale Costituzione del 1978.

A Expo 2015, a Milano, alla celebrazione ha partecipato anche la Presidentessa della Comunidad, Yolanda Barcina Angulo, del Partito UPN, Unión del Pueblo Navarro. Subito dopo l’alzabandiera e l’esecuzione degli inni nazionali di Spagna e Navarra, la Presidentessa ha ringraziato i giornalisti accorsi e ha firmato il Libro d’Onore del Padiglione. Al suo intervento hanno fatto seguito, un breve discorso del Console Generale di Spagna e del Commissario del Padiglione.

I “Txistularis” hanno intrattenuto il pubblico con le musiche tipiche della Navarra. La banda del Comune di Pamplona è composta da un quartetto di cui due “txistu” (flauto a tre fori e tamburello), un silbote ( flauto simile al txistu con una quinta più grave), e il timpano. La banda ha deliziato i visitatori facendoli viaggiare con la mente a San Fermín che inizierà il 7 luglio a Pamplona.

L’atto è stato seguito da uno show-cooking dello chef Alex Múgica, che ha illustrato le bontà dei prodotti “Reyno gourmet de Navarra”, una selezione di cibi dop che raccoglie l’eccellenza della produzione agricola e vinicola locale. Utilizzando i prodotti del luogo, Alex,ha illustrato le proprietà del pimiento de piquillo (peperoncino di Lodosa), l’esparrago de Navarra (asparago della Navarra) e l’alcachofa de Tudela (carciofo di Tudela), segnalando le migliori ricette per accompagnare questi piatti. 

In particolare lo chef ha suggerito uno stufato con vongole e carciofi. Mentre gli ospiti degustavano alcuni assaggi, il barman navarro Carlos Rodríguez Félix,preparava un mojirose, un mojito (quindi ghiaccio pestato , menta, lime, soda e zucchero di canna) con il vino rosato della Navarra al posto del rum, proveniente dalla città di Campanas. Delizioso e rinfrescante.

Alex ci racconta che la maggiorparte dei prodotti della terra vengono coltivati nella parte sud della Regione, con più influssi romani e vicina alla Rioja, infatti la produzione enologica si compone di vini della Navarra d.o., il pacharán navarro, un ottimo liquore da fine pasto da 25-30° (che lui definisce simile al Bardolino), Rioja e Cava. Il Rioja viene prodotto in 8 località: Andosilla, Aras, Azagra, Bargota, Mendavia, San Adrián, Sartaguda e Viana.
I formaggi Idiazabal e Roncal, dal sapore forte di capra, arrivano invece dalla parte basca della Regione, il Nord. Il Roncal in particolare viene prodotto da latte non pastorizzato della Valle del Roncal: dalle città di Uztarroz, Isaba, Urzainqui, Roncal, Garde, Vidángoz e Burgui.

Sempre con il latte viene realizzata la quajada, un dolce tipico navarro, di cui Alex ci da una particolareggiata descrizione: infatti mentre prima era prodotto solo con latte bruciato, ora viene realizzato con 80% di latte normale e 20% di latte bruciato. La particolarità era anche che una parte del latte usato proveniva dallo stomaco della pecora, mentre ora si trova in commercio un siero per sostituire tale processo artigianale.

Il nostro barman Carlos è creativo e ci illustra un altro cocktail: il pacharán chocolateado (pacharán al cioccolato) fatto con pacharán navarro, succo d’arancia, panna, cioccolato, cannella e cacao, per un cocktail rinfrescante ed estivo.

Carlos ci regala un cocktail da portar via: ci servirà proprio in questa calda giornata di giugno, in cui giriamo per l’Expo con in bocca ancora i sapori della Navarra ed in agenda un viaggio per questa fantastica destinazione. Tutti vanno a San Fermín, ma perché non assaporarne i sapori col turismo rurale, lento e scoprirne i ponti, i colori e le strade, al ritmo del pellegrino del Cammino di Santiago? Migliaia infatti partono da Pamplona per il più famoso Cammino del Mondo e si fermano ad assaggiare i sapori navarri, rimanendo spesso estasiati dalla varietà e dalla bontà della gastronomia del Nord della Spagna, ancora poco conosciuta in Italia.

ALESSANDRO DELFIORE

Instagram, Pinterest e Flickr: condivido con voi alcune emozioni tramite frame
post pubblicato in diario, il 7 giugno 2015
Ecco i miei account su Pinterest, Instagram e Flickr:

Account Instagram: https://instagram.com/alessandrodelfiore/
Vi regalo alcuni momenti ed emozioni, fotogrammi

Account Flickr https://www.flickr.com/photos/alessandrodelfiore/?rb=1
Vi regalo alcuni frame dei miei viaggi

Account Pinterest https://it.pinterest.com/adelfiore1/fallas-2015/
Creerò alcuni album dei miei eventi e viaggi.
Il primo album è sulle Fallas 2015.
Fate un giro e mettete tanti pin.

Buona domenica,

Alessandro
Planetario, Museo della Scienza e Gam: la Porta Venezia culturale a Milano
post pubblicato in Milano, il 4 marzo 2015

Un itinerario milanese meno battuto riguarda la zona di Porta Venezia – Palestro ricca di attrattive culturali. Fino al 28 giugno 2015 davanti al Museo di Storia Naturale, la Mostra Food, ci illustra il tema principe dell’Expo 2015 spiegandoci la scienza dai semi al piatto. La storia del riso, del caffè, del cacao e della pasta, vengono contestualizzati negli elementi che ne favoriscono il consumo. Viene dato spazio agli strumenti per lavorare questi alimenti con un approccio sperimentale e sensoriale all'insegna della psicologia cognitiva. Sempre dentro i Giardini Pubblici dedicati a Indro Montanelli, il Museo civico di Storia Naturale, ripercorre varie discipline: la Mineralogia, la Paleontologia, la Storia naturale dell'uomo, la Zoologia degli invertebrati e dei vertebrati, differenziando tra fauna esotica ed italiana illustrata nei suoi habitat naturali dalla taiga, alle savane fino alle foreste equatoriali.

A fianco al Museo, troviamo il Planetario Ulrico Hoepli, che fu creato grazie a una tecnologia di proiezione avanzata Zeiss Modello II, creata nel 1928 e donato dallo stesso editore alla città di Milano. Negli anni ’90 al planetario venne affiancato un sistema di proiezione multimediale per i 320 ospiti in sala, per il più grande planetario presente in Italia, visitato da circa 100.000 persone all’anno. Con alcuni amici abbiamo assistito allo spettacolo “Il cielo di marzo”, in cui in occasione del primo marzo 2015, nel Planetario è stato proiettato il cielo notturno, alla presenza estasiata degli spettatori. Man mano che arrivava il crepuscolo, il conferenziere ci ha spiegato le varie costellazioni come Orione, Leone, il Toro, il Cane Maggiore e il Cane Minore ed i pianeti visibili ad occhio nudo anche a Milano come Giove, Venere, Marte, e naturalmente la Luna. Una spiegazione sulla Via Lattea ci fa sentire piccoli in un universo infinito e rende i nostri problemi e inquietudini così insignificanti rispetto alla grandezza dell’universo. L'inquinamento luminoso invece ci mette voglia di correre fuori Milano per osservare un cielo scuro e pieno di stelle e riscoprire quella passione che univa gli antichi: la scoperta del cielo e degli astri, su cui romani e greci costruirono leggende e miti.

Sempre all’interno dei giardini di Palestro, tra caseliberty, sorge la Galleria d’Arte Moderna,presso l’edificio Villa Belgiojoso, su progetto di Leonardo Pollack come residenza del Conte Lodovico Barbiano di Belgiojoso, poi nel 1920 viene assegnata alla Corona d’Italia e nel 1921 diventa la G.a.m. L’edificio su tre piani ha quindi 3 temi: piano terra l’età neoclassica, al primo piano l’età romantica, al secondo piano la Collezione Grassi.  Da Andrea Appiani ad Antonio Canova, con due statue presso il piano terra, si raggiunge il primo piano caratterizzato dai quadri di Hayez, protagonista del romanticismo lombardo, fino a Segantini, Medardo Rosso ed una sala dedicata alla scapigliatura. La Collezione Grassi, in12 sale, raccoglie pittori italiani e stranieri dell’Ottocento, tra cui Tintoretto, Toma, Gauguin, Cezanne, Pellizza Giuseppe da Volpedo, Van Gogh ,Balla e una sala dedicata alla grafica in cui trovano spazio le opere di De Toulouse-Lautrec.

A fianco alla Galleria d’Arte Moderna, il PAC (Padiglione d’ArteContemporanea), dedica in questo momento un’esposizione a David BaileyStardust”, fino al 2 giugno 2015.

Ristoranti, aree di ristoro, cucina etnica o un semplice gelato, sono il compagno ideale per rinfocillarsi dopo una visita culturale e una mostra da insaziabili amanti della cultura.

ALESSANDRO DELFIORE

Greenwich: tra navi e stelle alla ricerca della longitudine
post pubblicato in Loving UK, il 15 ottobre 2014



Ho visitato Londra ad agosto, mese in cui una buona parte dell'Italia pensa solo al mare, mentre tanti ragazzi fanno la vacanza studio nella capitale del Regno Unito.
Il primo giorno decido (sotto consiglio del buon Alessio) di fare un itinerario insolito: Canary Whorf, la nuova City, la Defense londinese, zeppa di grattacieli e uomini che corrono in giacca e cravatta con la ventiquattr'ore a fianco a donne in carriera in talleure o con abiti alla moda.
Dopo questa veloce tappa, mi dirigo verso Greenwich con la metropolitana di superficie Jubilee, scendo alla fermata Cutty Sark dal nome della nave museo  Cutty Sark Clipper Ship Museum nella parte sud-est della capitale londinese, in anglosassone "Grenewic" significa "luogo verde" (green) sulla baia (vig, wich) o nei pressi della foce di un fiume.
Le tappe di questo viaggio sono diverse: iniziamo ad esplorare la Cutty Sark, varata nel 1869 nei cantieri navali di Glasgow Scott e Linton, era una nave che trasportava thè e lana, sin dall'anno in cui venne richiesta dall'armatore londinese John Willis.
La nave doveva vincere la competizione che, sulla rotta fra Cina e Gran Bretagna, assegnava il titolo di vincitore della gara del tè all'imbarcazione che trasportava in modo più veloce il primo raccolto della preziosa pianta cinese a Londra. Ma il 1869 fu anche l'anno dell'apertura del Canale di Suez, evento che avrebbe mutato le rotte dei commerci marittimi mondiali, dando alle più rapide navi a vapore il vantaggio di accorciare la rotta fra le Indie e l'Europa passando attraverso il Mediterraneo ed evitando il pericolosissimo Capo di Buona Speranza.
Il Cutty Sark (camiciola, sottoveste in lingua scozzese) deve quindi la sua fama alla gara del 1872 in cui gareggiò durante una traversata durata 122 giorni fra il porto di Wusong, (Shanghai) Cina, e Londra. Al Cutty Sark si ruppe il timone durante la navigazione e, nonostante l'eroico comportamento del suo capitano Moodie e dell'equipaggio che riuscì ad aggiustarlo in pieno oceano, giunse a Londra con sette giorni di ritardo rispetto alla rivale. L'impresa portò grande fama al Cutty Sark ma il vascello non riuscì ad avvicinarsi mai più al trionfo nella leggendaria "corsa del tè".
Venne poi venduta nel 1895 alla compagnia di navigazione portoghese Ferreira & Co di Lisbona essendo ribattezzata in "Ferreira", poi divenne "Maria do Amparo" in seguito ad un cambio di proprietà, per poi tornare sotto bandiera inglese nel 1922 a seguito dell'acquisto da parte del capitano Wilfred Dowman. All'interno della nave è possibile esplorare lo stile di vita dei marinai, ricostruire la storia della nave, ripercorrere le rotte commerciali e sentirsi come all'interno di una tempesta grazie alla ricostruzione del suolo. Il museo è interattivo e fa conoscere ai bambini anche i diversi tipi di lana e di thè che venivano trasportati dal Cutty Sark.
Per accedere alla nave, esposta dal 1954 a Greenwich, bisogna munirsi di biglietto. Io consiglio di prendere un unico ticket di 18,50 sterline che comprende anche il Museo Astronomico di Greenwich ed un'esibizione all'interno del National Maritime Museum che è invece gratuito.
Al viaggiatore la scelta in base al tempo e al budget a disposizione.
Usciti dal Cutty Sark, di cui una parte è stata danneggiata da un incendio nel 2007, ma restaurata nel 2012, si procede verso l'Osservatorio Astronomico situato in cima alla collina che sovrasta Greenwich. Ma prima di arrivarci bisogna fare un giro per il quartiere Maritime Greenwich, nominato nel 1997  Patrimonio Unesco dell'umanità, per l'alta concentrazione di edifici ad alto interesse storico ed architettonico tra cui vi consigliamo il Mercato di Greenwich.
Girando per il quartiere, si notano le architetture vittoriane e georgiane, che si mischiano a simboli della modernità come la O2 Arena o North Greenwich Arena, spazio espositivo sede di varie manifestazioni sportive. 
L'Old Royal Naval College è invece stato fino al 1998 il collegio della Royal Navy, la marina inglese, realizzato da Sir Christopher Wren, ora utilizzato dall'Università di Greenwich e dal conservatorio di musica e danza Trinity Laban.
Alle spalle dell'Old Royal Naval College inizia il Parco di Greenwich con il National Maritime Museum, principale museo marittimo del Regno Unito. Il museo ha i beni più importanti al mondo della Royal Navy tra cui cartografia, progetti di navi, strumenti di navigazione. Ha una ampia collezione di ritratti e mostra anche la ricostruzione delle battaglie guidate dall'ammiraglio Horatio Nelson tra cui la battaglia di Trafalgar e dal capitano James Cook. Alcune mostre temporanee arricchiscono la visita sempre sul tema della navigazione, degli strumenti di bordo, come quella che ho visitato “Ships, Clocks & Stars: The Quest for Longitude”, navi, orologi e stelle: la ricerca della longitudine. In questa esibizione, si mostra come gli studiosi avevano cercato di calcolare la distanza attraverso vari oggetti e come si è arrivati, dopo aver stabilito che la terra è rotonda, all'uso della longitudine per misurare la distanza spaziale.
Vicino al National Maritime Museum si può osservare la Queen's House, edificio classificato di primo ordine tra gli edifici architettonici inglesi, realizzato tra il 1614 e il 1617 dall'architetto Inigo Jones.
Greenwich è diventato quindi “Royal borough” il 3 febbraio del 2012, aggiungendosi agli altri tre “quartieri reali” Kensington and Chelsea, Windsor e Maidenhead and Kingston, per il legame del quartiere con la Monarchia data dalla presenza del Palace of Placentia, fatto costruire nel 1447 da Humphrey di Lancaster, poi demolito nel XVII° secolo e sostituito con il Greenwich Hospital, ora Old Royal Naval College.
Ad agosto, nel parco di Greenwich tanti giovani si rilassano e se siete stanchi, potete sedervi a osservare una bella vista della città e magari rinfocillarvi un po', prima di dirigervi verso il Royal Observatory di Greenwich (Blackheath Avenue Greenwich, SE10 8XJ) l'Osservatorio astronomico, sede del Meridiano di Greenwich fondato nel 1675 da Carlo II re d'Inghilterra.
John Flamsteed, venne insignito nel 1675 del ruolo di Astronomo Reale "to apply himself with the most exact care and diligence to the rectifying of the tables of the motions of the heavens, and the places of the fixed stars, so as to find out the so much desired longitude of places for the perfecting of the art of navigation." per "rettificare le tavole dei moti dei cieli e le posizioni delle stelle fisse per scoprire la tanto agognata longitudine dei luoghi per il perfezionamento dell'arte della navigazione»..
Da qui anche il nome della Flamsteed House, per via del primo occupante, da cui inizia la visita all'interno del Royal Observatory of Greenwich.
L'obiettivo originario dell'osservatorio era risolvere il problema della determinazione della longitudine del mare, considerata importante nel XVII° secolo. Nel 1884 la Conferenza Internazionale dei Meridiani designò il meridiano che passa per Greenwich come punto zero per la determinazione della longitudine della Terra proprio a causa di questa scoperta. Quando si vuole fare riferimento a una determinazione di tempo unica tra fenomeni osservati in luoghi diversi ci si riferisce al meridiano di Greenwich.
Molto interessanti: il grande Telescopio Equatoriale, l'Osservatorio del Meridiano e si può entrare anche in una Camera Oscura per chi non soffre di claustrofobia.
Due chicche: si forma una fila incredibile davanti alla riproduzione del meridiano. E' sicuramente una bella foto per amici e parenti ma valutate se vale la pena attendere tutto questo tempo.
Per i bambini – come quasi tutti i musei di Londra – c'è una bella area gratuita, l'Astronomy centre per intrattenerli e fargli scoprire delle nozioni interessanti di astronomia, geografia, matematica.
Godetevi anche una pausa al Giardino dell'Astronomo o all'Astronomy Cafè prima di ripercorrere il Greenwich Park verso la metropolitana.
Vi consiglio di dedicare almeno mezza giornata alla visita di tutto il quartiere scegliendo un bel ristorante dove mangiare a pranzo per godervi l'aria di mare di questo Royal Borough. Non ve ne pentirete.
Più informazioni sui Musei Reali di Greenwich sul sito ufficiale http://www.rmg.co.uk/
Visit Greenwich e guida del quartiere - clicca su http://www.visitgreenwich.org.uk
Per gli orari e i prezzi delle attrazioni di Grenwich clicca su http://rmg.co.uk/visit/times-and-ammission
Thanks to Alessio di Salvo, my guide..
Dai ponti alla Svezia in miniatura: una Stoccolma da navigare
post pubblicato in Svezia, il 22 settembre 2014

La seconda volta a Stoccolma è diversa dalla prima: se la prima volta è stato un viaggio di scoperta, la seconda volta visito la Capitale Svedese per incontrare un vecchio amico d'infanzia con cui sono cresciuto e che vive a Stockholm da un anno circa.
Ma non rinunciamo tra una chiacchiera e un ricordo, a visitare la città, soprattutto dal mare.
Il tour "Under the bridges" su cui ci imbarchiamo, salpa da Stockholm Strömkajen e attraversa oltre 15 ponti della città. Il costo è di 225 corone, 28,50 euro al cambio odierno, e l'itinerario dura un'ora e cinquanta minuti. La prima tappa è la circumnavigazione di Gröna Lund (il parco di divertimenti di Stoccolma) e Skeppsholmen, passando sotto i ponti di Strömbron e Skeppsholmon.
Si procede poi verso Ovest, in un lungo tragitto che ci fa vedere dall'altro lato, Gamla Stan e Kungsholmen, con il Comune sovrastato dalle tre Corone, simbolo della Svezia e della nazionale di hockey su ghiaccio maschile del Paese Scandinavo. Superiamo Centralbron, il ponte che parte dalla Stazione Centrale dei treni, Stockholms Centralstation che è anche terminal dei bus, Cityterminalen, e T-Centralen, la stazione della metro capolinea di tanti pendeltåg, il servizio ferroviario urbano che collega la città ai sobborghi. Passiamo la chiusa che ci porta dal Mar Baltico al Lago Malaren, a testimonianza che Stoccolma è bagnata sia dall'acqua dolce che salata.
A ovest, conosciamo dei lati della città meno turistici come Lilla Essingen, Marieberg e Stora Essingen, passando sotto ai ponti di Vasterbron, Mariebergsbron e Gamla Essinge Broväg.
Si procede ora verso Est, costeggiamo l'isola di Reimersholme e torniamo a Södermalm, passando sotto il ponte di Liljeholmsbron, uno dei più belli della città. Torniamo nel Mar Baltico, altra chiusa (in svedese "slussen"), altra pausa, altra fermata per riprendere il livello del mare, lasciando quello del lago.
Questo tratto è tra i meno conosciuti e turistici: vediamo l'isola di Årsta Holmar e il lungomare di Årsta Skog, fino ad arrivare ai ponti di Johannehovsbron, Skanstullsbron e Skansbron che ci fanno entrare nella parte Est di Södermalm che fiancheggia Hammarby Kay e un bel parco. 
Danviksbro (in italiano il ponte di Danvik) ci fa entrare nell'ultimo tratto del nostro viaggio: costeggiamo Djurgarden e Beckholmen, fino a tornare a Kastellholmen, vedere l'Ambasciata italiana e attraccare a Strömbron. Il giro è stato bello e ci meritiam una pausa con un bella torta svedese alla crema con i mirtilli e un bel caffè. Il giro a Gamla Stan e al Palazzo Reale è d'obbligo prima di dirigerci verso il Vasamuseeum.
Il Vasa è un vascello reale che affondò nel 1628, causando la morte di almeno 50 persone tra le 150 del suo equipaggio. SI tratta dell'unica nave del XVII° secolo rimasta intatta ed è stato ripescato nel 1961, facendo scoprire agli abitanti di Stoccolma e ai turisti, la storia del galeone, unico al mondo, costruito dalla Marina svedese per vincere la guerra contro il nemico di allora, la Polonia. Ma costruito con un baricentro troppo alto, due raffiche di vento ne causarono l'oscillazione e l'affondamento. 
All'interno del galeone sono stati ritrovati ben 14000 oggetti che hanno permesso di ricostruire la vita degli abitanti e anche la storia personale di alcuni membri dell'equipaggio, grazie alle ossa, ai diari di bordo, agli utensili. Dal 1981 si decise per farne un museo sull'isola di Djurgarden, all'indirizzo Galärvarvsvägen 14, inaugurato nel 1990, è il più visitato della Svezia.
Per entrare il costo è di 130 corone svedesi, circa 14 euro al cambio odierno.
Djurgarden è un altro punto obbligato per questo viaggio: in particolare Skansen attira la mia attenzione dato che è presente la Svezia in miniatura. Il prezzo e gli orari sono molto variabili a seconda delle stagioni quindi vi consigliamo di scaricare questo pdf aggiornato (http://www.skansen.se/sites/default/files/italienska_entreavgifter_och_oppettider_2014_2.pdf).
All'interno di Skansen, creato dall'etnologo Artur Hazelius nel 1891, sono presenti sia il caratteristico villaggio lappone (Samevistet) dell’estremo nord fino all'tipico podere della regione Scania (Skånegården) dell’estremo sud. 
Un'altra caratteristica di Skansen sono gli animali della fauna svedese, sia addomesticati che selvatici: lupo, la lince, il ghiottone, l’orso bruno, l’alce, la civetta lappone, il gufo reale, il bisonte, la volpe rossa, il cinghiale, la faina, la lontra e la foca. Ci sono anche razze autoctone di pecore, capre, maiali e mucche.
Le case e le fattorie invece vogliono mostrare lo stile di vita degli svedesi appartenenti ad epoche e classi sociali diverse. I padroni di casa, vestiti nei tradizionali abiti del periodo, mostrano agli ospiti le case e ne raccontano la storia. 
Per un aperitivo scegliamo uno dei bar-vascelli sull'elegante Strandvägen, un boulevard a Östermalm, in cui passa il tram numero 9 che porta dalla stazione centrale a Djurgarden, e che permette la visita al Vasa Museum, Skansen e il parco di divertimenti Gröna Lund.
Per l'ultima serata a Stoccolma invece alcuni amici ci suggeriscono di andare al Söder, un bel bar in cui si può godere della vista di tutta Stoccolma. Al nostro arrivo c'era la Festa del Caffè, cosicchè abbiamo potuto degustare alcuni caffè, anche se alle 18 l'evento stava per terminare per dare spazio ad un concerto di musica dal vivo, rap e electro-latino.
Un altro splendido paesaggio che consigliamo ai nostri lettori è Kumgsholm Strand, vicino a Stadshusen, anche qui si può godere di un ottimo aperitivo e soprattutto farsi cullare dalle onde del mare. Mentre sorseggiavamo il nostro drink, una barca ha attraccato al bar. Non c'era ostentazione in questo gesto e a me ha mostrato la passione degli svedesi per il mare, dato che Stoccolma è piena di barche e nelle giornate di sole, gli abitanti di Stoccolma ne approfittano per fare un giro in una delle 24.000 isole del loro arcipelago.
Prima di andare via non dimenticatevi di fare una dolce pausa. I dolci svedesi sono fantastici con la cannella, lo zenzero, inondati di crema e con le marmellate svedesi, accompagnate dal burro prodotto a km zero.
Insomma Stoccolma è una città ecologica, una smart city del presente e del futuro, in cui la gente sa apprezzare il tempo e la qualità di vita tipica di questo splendido Paese della Scandinavia.

Vasa Museum http://www.vasamuseet.se/sv/Sprak/Italiano/
Tahiti: la porta della rinascita e della felicità
post pubblicato in Turismo - professional, il 13 luglio 2014


La Polinesia Francese è un arcipelago di 118 isole e atolli che si articola su 5 grandi arcipelaghi nell'Oceano Pacifico. Tahiti fa parte delle Isole della Società ed è la più popolosa con 178.000 abitanti. E' un'isola vulcanica, con la foresta pluviale a fare da padrona nell'entroterra e il Monte Orohena che raggiunge i 2242 m sul livello del mare. Il mese più piovoso è gennaio, il più secco è agosto, il clima è ideale con temperature minime di 21° e massime di 31° di media.

La lingua ufficiale è il francese e l'isola è sempre stata terreno di pensatori che cercavano il mito del buon selvaggio, come Paul Gauguin che si trasferì a Tahiti nel 1890 e ritrasse tanti nativi locali in alcuni suoi famosi quadri.

Tahiti è una destinazione che nel mercato italiano viene classicamente associata al lusso, al mare incontaminato, alla natura, alla popolazione ospitale, al profumo di cocco, di vaniglia e di hennè.

Cime montane si alternano a meravigliose colorate barriere coralline, lagune turchesi con sabbia bianchissima, palme e intimi resort. Per presentare il nuovo logo, l'Ufficio del Turismo Italiano di Tahiti ha organizzato una bella serata presso la Torre Blend in Stazione Centrale a Milano.

La lettera H che rappresenta la parola polinesiana “Hiti”come porta di ingresso, fuga, conoscenza, è la chiave per capire la nuova strategia che è stata analizzata nel dettaglio. Il marchio di Tahiti era infatti troppo simile a quello delle Seychelles, di Mauritius, delle altre destinazioni del Pacifico, e aveva bisogno quindi di differenziarsi e riposizionarsi per avvicinare il turista culturale, che cerca sì ill relax, ma ha anche voglia di scoprire e provare delle esperienze uniche. L'identità è stata giocata quindi sul concetto di Tifaifai, un tessuto tradizionale dell'isola realizzato solo dagli artigiani dell'isola con disegni che ricordano la vegetazione locale come fiori e piante.
Il tatooo blu del logo, associato al bianco, gioca sulla purezza combinata all'eleganza. Sono state definite quindi varie esperienze possibili per il visitatore: dal mare, alla gastronomia, dai paesaggi collinari e vulcanici (spesso ignorati) alla conoscenza della popolazione locale,ospitale, gentile, cordiale.

L'approccio chiave del visitatore deve essere il cambio di ritmo: dallo stress della vita urbana e degli impegni familiari, al relax della vacanza, non solo basata su sole e mare, ma anche su una nuova esperienza sensoriale che rigenera il viaggiatore appena arrivato nell'isola di Tahiti. La nuova identità è stata creata dall'azienda Futurebrand e sarà svelata nei prossimi mesi in Italia e negli altri 13 mercati coinvolti.

La serata è stata allietata da cocktail polinesiani, una cena con piatti tipici tahitiani, e la famosa danza "otea“ eseguita da due bellissime ballerine.

Ottimo successo di pubblico di giornalisti, agenti di viaggio, stakeholders e persone interessate alla destinazione, con un saluto a settembre e l'augurio di partire presto per questa splendida isola.


ALESSANDRO DELFIORE

Confessions of design: una celebrazione laica del design
post pubblicato in Austria, il 20 aprile 2014

La mostra dell'Austria al FuoriSalone 2014

Alla Rotonda della Besana dall'8 al 13 aprile 2014 durante il Fuori Salone milanese, la mostra “Confessions of Design” ha mostrato il meglio del made inAustria proveniente dalla Vienna Design Week e da diversi marchi conosciuti come Ada, VITEO, HAAPO 1910. Dopo il successo allo Spazio Pelota di due anni fa, la scelta della Rotonda della Besana è sicuramente azzeccata sia nel concept che nello sviluppo. Infatti l'edificio è una Chiesa sconsacrata del XVIII° secolo a pianta a croce che ha ospitato nel passato esposizioni di artisti del calibro di Anish Kapoor (2011) e Karl Lagerfeld (2011). Vasku&Klug,i due giovani curatori della mostra, ci hanno raccontato che la scelta del tema è dovuta a due fattori: anzitutto la location coinvolge il tema della sacralità e viene riproposto anche nell'uso di un cartoncino A6 a fianco ad ogni opera per spiegarne il senso e gli autori. In secondo piano, il Salone del Mobile per Milano è come una grande messa, in cui milanesi, italiani e persone da tutto il mondo mettono l'abito migliore per celebrare il design italiano e mondiale, la creatività e l'innovazione del settore. L'uso del legno e le connessioni con la Secessione Viennese sono altri temi proposti dall'esibizione in cui vengono esposti anche tanti lavori provenienti dalla Regione del Burgenland, una zona lacustre vicino a Vienna ancora poco conosciuta dagli italiani.

Tra le opere esposte alcune hanno colto in particolare la mia attenzione: Galán dell'artista Jorge Gomendio Kindelan, è un oggetto di design in legno americano dalle molteplici funzioni. Anzitutto è uno specchio ma è anche un appendiabiti per giacche e anche un tavolino con portacravatta. Ma ciò che stupisce sono le forme circolari sia nel piedistallo che nel corpo dell'opera. L'appendiabiti è sviluppato secondo le esatte misure delle spalle dell'artista che ci ha spiegato personalmente l'opera l'8 aprile nel giorno di apertura dell'esposizione. La produzione e la distribuzione sono realizzate dallo studio Feldkircher, a Schwarzbach, Bregenz. Mi racconta il produttore che “si sente l'odore del legno e della natura quando entri nel nostro atelier” e non fatico a crederci se clicco il suo indirizzo con Google Street View. E' curato anche l'invio che viene realizzato in una sola scatola in cui vengono inseriti tutti i pezzi dell'opera premiata all'Interior Innovation Award all'IMM di Colonia.

Ha colto la mia attenzione anche GEOM del designer Philippe Bruni un tavolo in vetro che riproduce le funzioni dell'estetica, della funzionalità e dell'efficienza. Il bianco e il rosso si combinano e azzardo con una domanda all’artista – presente anche lui - un paragone con il Ponte di Brooklyn per la scelta della struttura in colore rosso. "", dice Philippe “l'originalità è la strutturama anche la scelta del materiale e la forza dell'opera è l'aria e il vuoto che colmano lo spettatore di leggerezza.” Dada del designer Ulrike Leitner è una culla che si può smontare in quattro parti molto leggera che mima i movimenti del cullare di una mamma. Realizzabile nei colori bianco o marrone è riciclabile al 100% e aiuta anche lo sviluppo celebrale del bambino grazie alla sua particolare forma estetica.

Per tornare al tema Food che è l'argomento dell'Expo 2015 che si terrà a Milano l'anno prossimo, il drinking sets prodotto rigorosamente a Vienna da Lobmeyr si distingue per eleganza e equilibrio della forma. Il direttore dell'Ente del Turismo del Burgenland ci ha invece mostrato l' Icon Hill, disegnata dal famoso architetto Zaha Hadid in 999 esemplari e prodotta da Leo Hillinger.

Una degustazione di vini del Burgenland accompagnata da un elegante pranzo ha chiuso la giornata in cui la presenza dell'addetto stampa della mostra ha facilitato l'incontro tra giornalisti e artisti, che si sono ritrovati a scambiare idee sostenibili, ricordi piacevoli sull'Austria e la promessa di un prossimo incontro a breve.

ALESSANDRO DELFIORE

Più informazioni sulla mostra cliccando su http://www.advantageaustria.org/it/events/Aktuell/Confession_of_Design.it.html


Svizzera e Austria: serata get together tra turismo ed enogastronomia
post pubblicato in Svizzera, il 12 febbraio 2014
Gli enti turistici di Svizzera e Austria, hanno unito le proprie forze in un bel mercoledì di febbraio nella famosa Via Tortona, strada famosa per il Fuorisalone Milanese durante la Fiera del Mobile. 
Hanno partecipato diversi Enti regionali dei due Paesi Per l'Austria la Carinzia, la Stiria, il Salisburghese, il Tirolo, la Regione di Villach, Klangenfurt, Innsbruck, Salisburgo, Graz, il Lago di Millach e l'associazione l'Austria per l'Italia. Per la Svizzera Lucerna, Svitto, il Mendrisiotto, il Ticino, le Ferrovie Retiche e le FFS le Ferrovie Federali Elvetiche e lo Switzerland Travel Centre.
Il tema della serata è stata l'enogastronomia con anzitutto un antipasto insolito: il wienerschnitzel mignon (il parente austriaco della cotoletta alla milanese) e una selezione di formaggi svizzeri Emmentaler, Sbrinz e Alpen Tilsiter.
Siamo passati poi alla riproduzione di due video presentati dai direttori degli Enti per l'Italia dell'Austria Michael Strasser e della Svizzera Armando Troncana. Il video elvetico rappresentava la natura incontaminata, gli animali selvatici, il relax, le escursioni in montagna. Il video dell'Austria invece si concentrava sulla campagna proposta dall'Ente ovvero "Arrivare e rinascere" con un mix di ingredienti che rappresentano l'offerta turistica austriaca: la cultura, il buon cibo, il bagno nei laghi, la natura, la vita allegra e spensierata.
La degustazione è stata introdotta da Davide Oltolini, conduttore di "Sapere i sapori", rubrica di Uno Mattina e critico enogastronomico. Ci ha presentato due esperti provenienti dal Ticino, un rappresentante per l'Austria e lo chef del dolce che vi presenteremo in seguito.
Anzitutto una delicata crema di zucca a cui si abbinavano i Luzerner Chügelipastete (vol-au-vent di funghi e besciamella molto particolari). Per la prima volta ho assaggiato la Polenta rossa del TIcino, antica varietà reimpiantata negli ultimi anni, conservata da Pro Specie Rara e rimessa in produzione dal 2004 che ben si accompagnava a 3 formaggi degli alpeggi svizzeri: il Giumello della Morobbia, il Gera (o Gèira) semiduro grasso, il Robiei della Valle Magia o Bavona e il Gruyère, una delle aree più incantevoli delle Prealpi svizzere. 
La scelta dei vini è stata notevole con il Sekt Cuvé Katharina Rosé, l'ottimo Wiener Gemichter Satz 2013 DAC BIO, che avevo provato sin dal lontano 2008, il Nussberg Gruner Veltliner, un altro vino della campagna viennese eccezionale e due vini ticinesi: il Bongio Ticino DOC Merlot 2011 cantonale di Mezzana e il Ronco d'Arzo, Ticino DOC Merlot 2012. La cena si è chiusa con il Kaiserschmarm, il dolce del kaiser, di cui Andrea Gargiullo, addetto marketing dell'Ente Austriaco ci ha raccontato due storie sull'origine del dolce: si tratta di un prelibato pasticcio accompagnato da marmellata di mirtilli e zucchero a velo. 
Alla serata hanno partecipato tanti giornalisti e operatori dell'industria turistica italiana.
Per maggiori informazioni sul Gemichter Satz http://www.wien.info/it/shopping-wining-dining/wine/gemischter-satz-awarded
Un approfondimento sui formaggi d'alpeggio http://www.bonvivre.ch/?p=13558

Rotterdam: il porto d'Europa tra moschea, biciclette, calcio e grattacieli
post pubblicato in Netherlands, il 7 dicembre 2013
L'Olanda è conosciuta nel mondo per la sua grande libertà: la tolleranza verso il consumo di droghe leggere, l'industria della discoteca e del divertimento, i campi in primavera con i tulipani e intervallati da mulini a vento. Ma osservando la sua posizione geografica, vediamo che è posizionata al centro europa e i suoi traffici, commerci, legami sono con il Belgio, la Francia, la Germania e il Nord Europa. 
In tre giorni ho visitato Rotterdam, Breda e Eindhoven in un itinerario particolare che non passa da Amsterdam ed è legato al mio amore per il calcio, per l'Olanda degli anni '90 e in particolare al Milan di Rijkaard, Gullit, Van Basten e una gita a trovare un caro amico che è tornato a vivere in Olanda.Rotterdam è una città industriale di oltre 600.000 abitanti, molto ordinata, con piste ciclabili in tutta la città, che è molto legata al porto, fra i più grandi al mondo, il più grande d'Europa. Il nome della città Rotterdam deriva dalla diga (dam) in olandese sul fiume Rotte che si unisce al Nieuwe Maas nel centro della città. Per vedere tutta l'ampiezza del porto, si può prendere un tram fino al centro della città e da lì con la barca Spido, per 10,5 € (prezzo ridotto per i bambini) si può fare una crociera per il porto che dura circa un'ora e che vi spiega in olandese, tedesco, inglese e francese, le fasi di creazione del porto, le principali attività commerciali e vedrete portacontainer provenienti da tutto il mondo. 
Vicino al porto, c'è lo stadio De Kuip della squadra locale il Feyenoord, in cui attualmente milita anche il giocatore italiano Pellè che sta realizzando tanti goal. Vicino allo stadio, si vede la figura della moschea, la più grande d'Europa, con due minareti alti 50 metri dato che dalle ultime rivelazioni l'islam diventerà la principale religione del Paese entro il 2015 per la bassa natalità degli olandesi.
Girando per il porto, si possono vedere i magazzini dove venivano accatastati e distribuite le merci provenienti da tutto il mondo: ci sono i magazzini New York, Las Palmas, Guyana, che ricordano la potenza olandese che nel '600 era la principale compagnia al mondo, rivaleggiando con inglesi, portoghesi e spagnoli per il controllo dei mari. In particolare l'Hotel New York regala un'atmosfera nostalgica con il bar, l'hotel e il barbiere più famoso dell'Olanda che taglia i capelli in modo tradizionale. Ancorata nel porto, c'è anche la nave SS Rotterdam, ammiraglia della società Holland America Line, che ha navigato dal 1955 al 2000, la più grande nave passeggeri mai costruita in Olanda, sulla quale puoi fare una cena romantica con vista sul fiume Maas. Se vuoi fare un altro giro nel porto, prendi il Waterbus o l'Aqualiner dal ponte Erasmusburg fino ad arrivare ai mulini a vento di Kinderdijk e Dordrecht o dove fermarti a fare una pausa e fare una gita in bicicletta per l'Olanda. 
Non avere paura delle salite, il nome Netherlands significa Paesi Bassi e l'Olanda è completamente pianeggiante, per cui ogni olandese ha almeno una bicicletta.
Le statue del cittadino più illustre, Erasmo da Rotterdam campeggiano in tutta la città, che coniuga tradizione e modernità, con grattacieli altissimi tra cui il più alto dell'Olanda, il Delftse Poort (151 m), che ospita la compagnia di assicurazioni Nationale Nederlanden, parte dell'ING Group. Per vedere Rotterdam dall'alto, la migliore esperienza è la torre Euromast, costruita nel 1960 dall'architetto Maaskant e rialzata di 85 metri fino ai 185 metri attuali nel 1970 con la costruzione della Space Tower. Il biglietto costa 10 € ma si possono fare diverse esperienze: anzitutto affacciarsi e godere della vista di Rotterdam, vedendo il porto, lo stadio e tutta la città fino anche a l'Aia (Den Haag in olandese) e Anversa (Antwerp in inglese). Ma all'ultimo piano c'è una sorpresa: ti siedi, il pavimento inizia a salire e sei proiettato in alto nel cielo fino alla massima altezza della torre: questa è la Space Tower che ti permette di godere di una vista meravigliosa. Puoi anche mangiare al ristorante con la vista sul porto, o dormire in una meravigliosa suite se non vuoi lasciare nulla al caso. 
La sera, ti puoi sedere in uno dei ristoranti del centro e sentirti un vero abitante di Rotterdam, provare la cucina olandese o internazionale, ti ritroverai a parlare in una delle tante lingue che potrai utilizzare in questa città internazionale e multiculturale.
ALESSANDRO DELFIORE


Più informazioni su Rotterdam cliccando qui
Thanks to my friend Orlando Van Wijngen to be my guide

Ricard Camarena: la cucina valenciana dalla tradizione alla creazione
post pubblicato in España, il 7 marzo 2013
A Valencia in cucina regna la tradizione. La paella deve essere mista, di carne e verdure, con riso valenciano dell'Albufera. Ma a Milano, l'Ente del Turismo di Valencia ci fa scoprire un'altra faccia della gastronomia cittadina, quella dell'innovazione e della sperimentazione, grazie allo chef Ricard Camarena, valenciano, trasferitosi da Gandia alla capitale della Comunidad Valenciana nel 2010. Ricard, ha 3 ristoranti in città: anzitutto il Central Bar nel Mercado Central, in cui si possono mangiare crocchette di baccalà e buñuelos di pollo per una cifra modica. Ricard ha aperto inoltre a inizio ottobre 2012 il Canalla Bistró in Calle Maestro José Serrano 5 vicino alla Avenida Reino de Valencia mentre il ristorante Ricard Camarena, gourmet, che ha una stella michelin e secondo alcuni esperti, è il migliore ristorante di Valencia mentre per altri si avvia alla seconda stella.
A Milano Ricard ci fa provare due suoi piatti di cui ci fa la dimostrazione gastronomica. Il primo è l'insalata di tonno e sesamo. Doveva essere sgombro ma il mal tempo a Valencia della settimana antecedente, aveva impedito di pescarlo. Per realizzarlo, bisogna preparare una horchata di sesamo con acqua, aceto, sale e zucchero. Gli ingredienti sono inoltre cetriolo, coriandolo, menta, zucchero, sale, olio piccante. La particolarità del piatto è la creazione di diversi livelli che incitano alla scoperta dei diversi sapori dal mare alla verdura fino al dolce del sesamo caramellato. Importante servirlo in un piatto di marmo.
Il secondo piatto che ci propone Ricard è un Risotto Margherita, piatto definito "tra i 10 migliori piatti" dalla rivista "Vini e Gastronomia". Il piatto è realizzato col riso ma ha la forma di una pizza margherita con tutti gli ingredienti. Ci vogliono tre tipi di pomodori: lo cherry, il pomodoro fresco, e il pomodoro secco triturato. Bisogna preparare a parte un brodo speciale di gamba di vitello, che diventa una emulsione, "quasi una maionese liquida" a detta dello stesso chef. Alla fine, a cottura del riso avvenuta, oltre al brodo, si aggiunge pomodoro triturato, formaggio di capra stagionato dal sapore deciso, pomodoro secco, basilico, pomodoro fresco, rucola, purè di pomodoro secco e olio d'oliva.
Ricard ci fa notare che il piatto l'ha provato anche Carlo Cracco e che il riso in Spagna viene cotto meno al dente che in Italia. Ricard inoltre ci illustra la sua filosofia su che sapore deve avere il suo risotto: "il sapore deve stare intorno al chicco, non all'interno".
Durante la serata, i due piatti sono stati accompagnati da vini valenciani delle Bodegas Murviedro, mentre gli altri due piatti sono stati: nasello con consommè di amontillado e scapola di capretto in infusione di carbone con cipolle tenere e arrostite sulla fiamma. A sugellare la cena, il caffè con gelato al latte affumicato, burro e noci di macadamia.
Come avrete notato, si tratta di piatti di difficile fattura, elaborati in modo molto ricercato e aprono la cucina valenciana verso la sperimentazione e il culto della raffinatezza.
La cornice della serata è stata la Scuola della Cucina Italiana, in via Aspromonte, che realizza corsi di cucina sia regionale che per eventi particolari come la Pasqua che si avvicina. L'Ente del Turismo Valenciano ancora una volta ci mostra quindi una faccia della città raffinata che può attrarre sempre più turisti verso questa bella località del Mediterraneo, all'insegna del quieto vivere e della cucina mediterranea.
ALESSANDRO DELFIORE
San Siro
post pubblicato in Milano, il 5 febbraio 2013


Una delle attrazioni più visitate di Milano è sicuramente lo Stadio Giuseppe Meazza meglio conosciuto in Italia come San Siro. Sede delle partite del Milan e dell'Inter, in estate ospita concerti di artisti internazionali come Depeche Mode, Madonna, Bruce Springsteen, Lady Gaga.
Per arrivarci basta prendere la metro rossa, scendere a Lotto (facendo attenzione a prendere la direzione Rho e non Bisceglie) e poi prendere l'autobus che è sempre presente durante le partite o il 49 e scendere in Piazza Axum praticamente nel piazzale dello stadio.
Il calendario delle partite lo trovate ad esempio nel sito del Milan (ad esempio per la serie A Tim clicca qui) o dell'Inter (clicca qui per l'elenco delle partite fino a giugno) ma il vero spettacolo è la preparazione all'evento oltre che l'evento stesso. Infatti appena arrivati nel piazzale, circondati da bandiere, trombette, tifosi che arrivano da ogni dove, si può acquistare una maglietta o una sciarpa se non la si ha e dirigersi verso il proprio ingresso. Infatti lo stadio ha vari settori ed è diviso in anelli, il cui terzo è quello più lontano dal campo.
Dal lunedi al venerdì si può visitare anche lo store di San Siro dall'ingresso 14 e il museo aperto dalle 10 alle 17 in giorni particolari il cui tour comprende anche l'ingresso nello stadio, negli spogliatoi, in tribuna e nel campo. Nel museo oltre a una collezione di cimeli si possono vedere anche le statue dei grandi di Inter e Milan come Giuseppe Bergomi, Marco Van Basten, Franco Baresi, Giuseppe Meazza e tanti altri.
Quando c'è la Champions League ci si precipita allo stadio, magari dopo una giornata di lavoro e ci si imbatte in metro con i tifosi avversari o altri sostenitori della propria squadra, si arriva allo stadio, un panino al volo e dentro a sentire la musica "The Champions...". Dopo la partita molti tifosi vanno a mangiare un panino ai chioschetti o una pizza nelle pizzerie che circondano lo stadio,
Indimenticabile il panorama quando si scende dagli anelli per raggiungere la strada. Lo stadio è pieno di tifosi e durante il derby, è d'obbligo lo sfottò ai tifosi sconfitti nella stracittadina.
Arrivano tanti tifosi da tutta Italia a riempire lo stadio e le coreografie prepartita sono uno spettacolo nello spettacolo assieme a qualche fumogeno che ha superato il controllo e viene acceso nella curva della squadra vincitrice a risultato acquisito ed esibito assieme agli striscioni esposti dagli ultras.
Il calcio, passione di massa, è ormai motivo anche di turismo, coniugando viaggio e passione, amicizia e amore per questo bellissimo sport.
ALESSANDRO DELFIORE

Una Londra coloratissima
post pubblicato in Loving UK, il 27 novembre 2012


A Londra tutti parlano di grigio, nebbia, pioggia. Io ho visto a novembre una Londra coloratissima: il blu dei palazzi sulla Bank, del London Eye, la Torre panoramica di notte, dello splendido e romantico Tower Bridge, dell'illuminazione del nuovo grattacielo di Renzo Piano, Quasi tutte le illuminazioni della South Bank sono blu: anche la County Hall, il Palazzo della Contea, la City Hall, il Municipio e i grattacieli in lontananza.
Il rosso predomina invece negli autobus, nelle lampade del quartiere cinese a Soho, nelle cabine telefoniche, sparse in giro per il centro della capitale. E' una Londra coloratissima quella che ti balza agli occhi: dall'abbigliamento delle persone ai taxi, ognuno diverso dall'altro. A Buckingham Palace per il cambio della guardia, flotte di turisti con la reflex in mano aspettano le guardie per il tradizionale passaggio che d'inverno avviene una volta ogni due giorni alle 11.30 del mattino.
Nei musei della Capitale c'è una grande fila nonostante siano gratuiti (con donazione consigliata di 4 sterline): il British Museum, con la storia delle più grandi civiltà del pianeta, è gratuito, così come la National Gallery, che raccoglie quadri di Picasso, Leonardo da Vinci, Velasquez, Rembrandt, Turner, Raffaello e Piero della Francesca e la Tate Modern, sulla Bank, con l'arte contemporanea in mostra.
A pagamento, invece tra le 12 e le 16 sterline, sono Westminster Abbey e la Cattedrale di Saint Paul, che meritano una visita dato che la prima è stata lo scenario in cui sono stati incoronatati i sovrani inglesi e la seconda è chiaramente ispirata alla Basilica di San Pietro per il Colonnato e la Cupola ed è il secondo edificio religioso più grande della Gran Bretagna, dopo la Cattedrale di Liverpool. Ma il prezzo senz'altro scoraggerà i turisti mordi e fuggi e low cost.
Ma Londra ha tanti temi: ha i parchi tra cui Saint James Park, vicino a Buckingham Palace, in cui si può dare da mangiare agli scoiattoli che affollano il parco assieme a piccioni, anatre e corvi, Hyde Park e Regent Park, che meritano tutti e tre una visita. C'è la Londra medioevale della Tower of London, in cui si possono ricostruire tanti episodi della storia inglese, molti sanguinosi dato che è stata per anni la prigione e il luogo delle esecuzioni all'esterno dei non nobili, tra cui Anna Bolena, moglie di Enrico VIII che fu accusata di tradimento dal re.
Ci sono i ponti su cui salire e affacciarsi sul Tamigi. Il più bello è senza dubbio il Tower Bridge, ma da non perdere sono sicuramente il Millennium Bridge e Westminster Bridge, da cui si possono ammirare l'House of Parliament, la Cattedrale di Westminster e il famosissimo Big Ben. Se si ha un giorno in più da non perdere sono anche il Victoria and Albert Museum e il Museo di Storia Naturale entrambi a Kensington. Gli amanti del calcio invece non riusciranno a trattenersi e dovranno passare almeno per lo Stanford Bridge - lo stadio del Chelsea Fc, per l'Emirates Stadium - lo stadio dell'Arsenal o per Wembley, teatri tutti e tre di celebri imprese calcistiche.
Le amanti dello shopping si perderanno invece tra Oxford Street, Carnaby Street e Regent Street, tra borse originali, vestiti per una serata di gala o per uscite casual, tra scarpe di design tacco 12 e comode scarpe da ginnastica per la passeggiata domenicale o per la corsa.
Per il cibo la cucina è multietnica come le persone. A Londra si trovano i migliori ristoranti indiani fuori dal Subcontinente. Si può mangiare thailandese, vietnamita, coreano, giapponese ma anche francese, italiano, spagnolo, sudamericano, mongolo, insomma ogni desiderio che si abbia si può soddisfare. Se invece si vuole provare la cucina del luogo, bisogna entrare in un pub e ordinare fish & chips, o per i più arditi (ma il coraggio verrà ben ripagato) ci sono le pie di carne o la english breakfast con uova al tegamino o strapazzate, bacon, salsicce di maiale, baked beans (fagioli in salsa di pomodoro), pomodori e funghi.
Insomma Londra non ti deluderà. Se per qualche oscura ragione ti stai annoiando fai un salto al Borough Market sempre sulla Bank, è aperto tutti i giorni ma il sabato c'è un particolare movimento:troverai tutti i tipi di cibo e potrai provare qualche specialità inglese o delle altre parti del Regno Unito. La domenica è famoso il Camden Market o se fa bel tempo puoi passeggiare nei Parchi della città. In settimana è senz'altro un'esperienza da provare vedere il movimento e i bar alla moda della City e quando si finisce di lavorare tutti a correre con l'abito e le scarpe da tennis, col bel tempo e con la pioggia. Insomma Londra con la sua energia ti aspetta con sempre più colori per regalarti un'esperienza indimenticabile.

Per maggiori approfondimenti sulla cucina clicca su http://www.vivilondra.it/pub-ristoranti/piatti-tipici-inglesi.html
Sito ufficiale del turismo a Londra www.visitlondon.com
Cagliari
post pubblicato in Sardegna, il 30 maggio 2012




Quando atterri all'aeroporto di Elmas e arrivi da una città del Nord dell'Italia o dell'Europa, subito ti si spalancano i polmoni e l'odore del Mediterraneo inizia ad entrare nei polmoni. Il sole e il caldo fanno subito capire che è fine maggio e siamo in Sardegna, nel Capoluogo della Regione.
Ci sono tanti itinerari che si possono fare ma sicuramente non si può stare lontani dal Poetto, la spiaggia cittadina, frequentata da cagliaritani e turisti sia di giorno che di notte. La spiaggia è ampia, l'acqua trasparente e si può camminare per diversi metri prima di tuffarsi in un mare cristallino. Sullo sfondo la Sella del Diavolo e i tanti chioschetti permettono di rinfrescarsi e prendere un drink senza dovere pagare i prezzi esorbitanti della Costa Smeralda.
La sera poi, dopo una doccia rinfrescante, si può andare a passeggiare a Marina Piccola o prendere un gelato nel bel centro storico della città. Una delle caratteristiche del centro è infatti il susseguirsi di salite e discese, viuzze e vicoli, scalinate e negozietti, che rendono molto interessante la passeggiata. Si può camminare per Via Roma sotto i Portici e i Palazzi della Regione, con uno sguardo sul porto, dove chissà vola malinconicamente un gabbiano a cercare qualcosa da mangiare. O si può salire su Largo Carlo Felice verso Piazza Yenne, punto di ritrovo dei giovani per un gelato o una pizza al taglio.
Se si ha tanta energia e voglia di vedere qualche bel panorama della città, il consiglio è di salire sui Bastioni e magari entrare in qualche locale elegante o prendere un drink all'aperto per rilassarsi e rinfrescarsi. Poi a dormire e pronti per l'indomani. Se si è preso troppo sole e si vuole cambiare un pò, si può fare la Passeggiata di Buon Cammino e visitare l'Anfiteatro Romano, sede di concerti estivi oppure visitare uno dei tanti Parchi della città. Il più bello è forse Monte Urpinu, con i pavoni e le anatre che scorrazzano liberamente, i giochi per i bambini e la possibilità di avere una splendida vista della città da Viale Europa.
Ma la città ha tanti polmoni verdi: Monte Claro, il Colle di San Michele, il Parco della Musica, si può andare a museo o a teatro, per la gioia degli amanti della cultura.
Se si ha ancora qualche giorno si può uscire dalla città e fare qualche escursione in zona: consigliamo Nora, le spiagge di Chia, Tuerredda, Villasimius oppure prendere la macchina, guidare e poi fermarsi dove si vuole e godersi il mare, la libertà, il vento che soffia dal Mediterraneo e porta un piacevole odore selvatico e di felicità.
ALESSANDRO DELFIORE


Salone e FuoriSalone a Milano
post pubblicato in Milano, il 22 aprile 2012


Come ogni anno arriva il Salone del Mobile a Milano e la città si riempie di designer, architetti, giornalisti, fotografi che arrivano da tutto il mondo. Vestiti in modo eccentrico con cappelli alla moda o abiti ricercati, girano per la città, vanno alla Fiera di Rho a scoprire gli ultimi modelli, scrivono post sui loro blog, messaggi su twitter, articoli sui loro giornali.
La città dal 17 al 22 aprile brulica, Zona Tortona a Porta Genova è il ritrovo dei giovani che cercano in tutti i modi di entrare a Superstudio Piu e all'Hotel Nhow che ospitano sempre le mostre tra le più interessanti del Fuorisalone. E quando piove, tutti fermi sulla scala ma col sorriso, infatti sempre puoi incontrare qualche artista interessante mentre aspetti. Porta Romana e Lambrate/Ventura sono due zone che stanno crescendo molto, proponendo mostre di giovani designer accanto ad artisti affermati, mentre è sicuramente uno dei centri della kermesse non ufficiale il quartiere di Brera, ribattezzato da Studiolabo l'agenzia che organizza il Fuorisalone, Brera Design District (http://fuorisalone2012.breradesigndistrict.it/)
Anche nel palazzo della Pinacoteca di Brera all'interno del giardino, c'era un'interessante mostra di lampade accanto alle piante provenienti da tutto il mondo.
In Via Palermo quest'anno infatti c'era sia la splendida esibizione dell'Advantage Austria con artisti affermati provenienti da Vienna che esponevano le proprie opere all'interno di un giardino urbano. Alcune case del quartiere si aprivano tra pareti scrostate e piante rampincanti per ospitare designer provenienti - tra gli altri - dal Giappone.
Moscova era tutto un brulicare di eventi lungo tutto Corso Garibaldi, fino ad arrivare alla Triennale, in cui uno degli eventi era la Design Dance (http://designdance.it/), uno spettacolo di quasi due ore che ripercorreva la storia del design italiano in modo divertente, accanto a 5 ballerini acrobatici che hanno deliziato il pubblico con i loro numeri. Da visitare è sicuramente la Statale che ospita una foglia di pannelli solari realizzata da Patricia Urquiola e molto bello è l'allestimento del giardino e della facciata dell'edificio.
Imperdibile la Fiera vera e propria a Rho organizzata da Cosmit (www.cosmit.it), ma se si vogliono vedere i giovani designer mostrare i loro prototipi, si può entrare anche gratuitamente solamente al Salone Satellite. Le scuole di Design o giovani artisti mostrano le loro idee, tra cui un tavolo di gomma con le gambe che avevano forma di imbuto e un cuscino che permetteva di mettere bicchiere, piatto e tazza senza che si rovescino.Per sfogliare il catalogo online clicca a questo link http://issuu.com/isaloni/docs/salonesatellite_catalogue_2012/1
Arrivederci all'anno prossimo!
Piu' info su: http://fuorisalone.it/2012/ - www.cosmit.it
ALESSANDRO DELFIORE
Culturisssimo: 3 s per scoprire l'Austria
post pubblicato in Austria, il 15 aprile 2012

Scoprire tradizioni vive e non puro folklore per crescere come persone e sperimentare nuove esperienze sensoriali e linguistiche. Questo è uno degli obiettivi della nuova campagna Culturisssimo con le 3 s che rappresentano storia, scoperta e spettacolo.
La scoperta di tradizioni millenarie che rivivono nell'epoca moderna senza diventare nostalgia di un passato perduto, ma parte della vita di tutti i giorni. Ad esempio il pane della Valle Lesach in Carinzia, patrimonio Unesco, è un pane a base di farina macinata in antichi mulini ad acqua, in una valle ricca di campi e fattorie, alcune delle quali a 1.400 m di altitudine sono meta di pellegrinaggio. Nella valle (che potete scoprire sul sito www.lesachtal.com ) c'è anche il sentiero dei mulini (Mühlenwanderweg) dove si può sperimentare il processo in cui il grano diventa pane e si può mangiare nelle botteghe contadine della zona.
Ma s è anche storia e spettacolo, ovvero Vienna e Salisurgo, le due città più importanti in Austria per cultura e tradizione ma anche per l'ottima qualità di vita, sempre più apprezzata anche dagli italiani, in aumento dell'1,8% rispetto al 2010. Il caffè viennese, è anch'esso patrimonio immateriale per l'Unesco, ed è soprattutto un rito di relax, un prolungamento del divano della propria casa. Si può leggere un libro, il giornale e scegliere l'espresso (Kleiner Schwarzer), il caffè con panna montata (Kapuziner), il caffè con panna servito in un bicchiere quello che in Italia chiamiamo spesso "caffè viennese" e a Vienna si chiama Einspänner o il Melange, il caffè con schiuma di latte caldo. Ogni bar poi propone delle varianti a seconda dell'ambientazione e dello stile del locale.
Salisburgo è invece il "teatro del mondo" con 4.000 manifestazioni musicali e teatrali ogni anno tra cui il Festival di Pasqua con i Filarmonici di Berlino (31/3-9/4/2012 - www.osterfestspiele-salzburg.at) , il Festival di Pentecoste (25/5 - 28/5/2012 - www.salzburgfestival.at) , la sommerszene (5/7 - 22/7/2012 - www.sommerszene.net) e il Festival di Salisburgo che sarà diretto da Alexander Pereira (20/7-2/9/2012).
Città in crescita sono Graz, che dal 27 aprile al 27 maggio propone il mese del design (www.designmonat.at) e in estate lo Springfestival, il Festival dell'arte e della musica elettronica (www.springfestival.at) e Linz, con numerosi nuovi edifici presenti in città sulle rive del Danubio, tra cui il Lentos, museo d'arte moderna e contemporanea di 8.000 m3 e l'Ars Electronica Center, dedicato all'arte multimediale interattiva.
Scoprite altre informazioni, pacchetti e prezzi degli hotel su www.austria.info o contattate via mail i vari uffici del turismo locali. In questo modo avrete tutte le informazioni di cui avete bisogno per organizzare al meglio il vostro viaggio e riuscirete a prendere un primo contatto con la famosa ospitalità austriaca, fatta di cortesia e sapori speciali.
Galicia
post pubblicato in España, il 18 marzo 2012
La Galizia - Galicia in castigliano - è una terra magica situata nell'estremo nord-ovest della Penisola Iberica. E' una terra ancestrale di druidi e di celti, inondata della magia del Camino de Santiago, per cui genti sia dal Nord dell'Europa che dalla Francia e dall'Italia arrivavano a Santiago de Compostela dal cammino francese o dal Sud di Spagna e Portogallo attraverso il cammino portoghese.
E' il turismo religioso, il cardine di questa Regione, anche se il Cammino è ormai anche un itinerario naturalistico, storico, di riscoperta di sè stessi e del tempo della natura, da fare a piedi, in bici o in auto e scoprendo altre splendide citta' della Regione e del Nord della Spagna.
E' quindi il Cammino di Santiago l'attrazione turistica piu' importante, con il Cammino che arriva fino alla Catedral de Santiago, splendida, maestosa, gotica, e termina con un abbraccio a Santiago, dopo essere stati zittiti nella Cattedrale se si chiacchiera invece di pregare.
E in tutta la Regione, andrete alla ricerca di croci disseminate lungo le coste, chiesette abbandonate dedicate a Santiago, il mare che si unisce all'architettura marittima, a volte confondendosi se si è in Spagna, in Portogallo oppure in Irlanda.
A Santiago troverete inoltre una specialita' della zona: la Galizia è la prima Regione spagnola per pesca, e si pescano crostacei molto particolari come le ostriche, le zamburiñas, le vieiras, i berberechos, i centollos, i percebes, le cozze e i gamberi. La cucina gallega è quindi molto famosa in Spagna con piatti come la empanada galega, le vieiras a la plancha, la caldeirada de pescado.
Il sapore dei piatti della Galizia è molto delicato, il prezzo non è mai eccessivo e le porzioni abbondanti. I pellegrini esausti da km di camminate, possono mangiare ricchi menu di pesce,  rinfocillandosi con i vini della Regione, i bianchi albariño e ribeiro, prodotto nelle rias galegas.
Un altro itinerario è quindi quello naturalistico, visitando i porti piu' belli delle rias baixas e delle rias altas come Cambados, Betanzos, Noia, O Grove, la Isola della Toxa senza perdersi le grandi città come La Coruña e Vigo. Nell'itinerario naturalistico, tappa fondamentale è la visita alle Isole Cies, isole a mezzora in barca da Vigo, battute dai venti dell'Atlantico, dalle onde, e in cui si possono vedere incredibili voli dei gabbiani che si lasciano trasportare dal vento, lasciandosi cullare nell'aria.
Alla sera nelle isole Cies, è straordinario vedere come stormi di uccelli planino nell'aria senza muovere le ali e lasciandosi trasportare dalle correnti. E' poetico, romantico, come il tramonto a Finisterrae, la fine della terra per gli antichi e ultima tappa del Cammino di Santiago per gli instancabili pellegrni.
Dopo avervi fatto aprire le ostriche a Vigo, avere visitato la Torre di Hercules a La Coruña e avere mangiato ogni tipo di pesce e carne possibile, potrete tornare a casa vostra, portando nel cuore il ricordo di un viaggio indimenticabile dopo avere ascoltato una lingua a meta' tra portoghese e spagnolo e avere conosciuto gente semplice e di parola.
Galicia + Castilla
post pubblicato in España, il 5 agosto 2011
Il viaggio di quest'estate prevede:
- Segovia (Castilla y León) - città famosa per il suo acquedotto
- Valladollid (Castilla y León)
- Santiago de Compostela (Galicia)
- La Coruña (Galicia)
- FInisterre (Galicia)
- Cambados (Galicia)
- O Grove (Galicia)
- Sanxenxo (Galicia)
- Vigo (Galicia)
- Isole Cies (Galicia)
- Tui (Galizia - al confine tra Spagna e Portogallo)
- Salamanca (Castilla y León)
- Avila (Castilla y León)


Tenetevi collegati perchè entro 20 giorni avrete nuove esaltanti news sul menu del viaggio o altri dettagli interessanti :)

Hogueras e Fallas
post pubblicato in España, il 20 maggio 2011

La Festa di San Giovanni è una delle più importanti in Spagna. E' una festa simbolica perchè simbolizza l'inizio dell'estate, così come la festa per San José (San Giuseppe) dà inizio alla primavera.
Una delle feste più belle che si possono trovare nella settimana che precede il 23 giugno sono le Hogueras di Alicante.
La festa è molto simile alle Fallas di Valencia avendo però alcuni elementi di specificità.
Le falleras di Valencia a Alicante diventano le "Belleas del Foc", la paella tipica valenciana è sostituita dal cibo tipico alicantino, tra cui la cocantoñina, una torta salata con cipolla, tonno e pinoli.
Anche ad Alicante ci sono le mascletà, degli spettacoli pirotecnici che avvengono in pieno giorno  (alle ore 14 in Plaza de los Luceros a Alicante, in Plaza del Ayuntamiento a Valencia) e consistono nel fare il maggior rumore possibile per circa 7-8 minuti. A Valencia si dà inizio ad ogni mascletà con la frase "Senyor pirotecnic, pot comensar la mascleta!!!" che in valenciano significa "Signor pirotecnico, può iniziare la mascletà" e si dà il via ai bombardamenti.
Un altro elemento che accomuna le due feste è la presenza di barracas, tendoni in cui si mangia, si balla e si fa festa tutti assieme. A Valencia sono riservati ai membri della Junta Fallera ovvero il comitato organizzativo di ogni falla ma molte sono aperte ai turisti.
Le vere protagoniste della Festa sono però le sculture, sempre ironiche e divertenti: a Valencia sono appunto le Fallas (Falles in valenciano), ad Alicante le Hogueras (Fogueres in catalano). Sono sculture di cartapesta alte anche 20 metri e che possono arrivare a costare addirittura 600.000 euro.
Il momento fondamentale è la plantà che avviene il 15 marzo per le Fallas e il 20 giugno per le Fogueres. Finalmente valenciani e alicantini possono scoprire le sculture per le quali hanno aspettato un intero anno e possono quindi giudicare quale secondo loro è la migliore. C'è un concorso per decidere la Falla e l'Hoguera più bella, divise a seconda della grandezza.
Altra festa nella festa è il concorso per diventare Fallera Mayor, Fallera Infantil e Bellea del Foc. Ogni valenciana e alicantina vuole questo ambito riconoscimento per la sua bellezza e potere essere per un anno regina della festa della propria città, dato che tale carica fa presiedere a tutti gli eventi ufficiali della Festa che si svolgono durante l'intero anno.
C'è anche il lato religioso della Festa con l'offerta (ofrenda) di fiori alla Virgen de los Desamparados en Valencia e alla Virgen del Remedio a Alicante. A Valencia si costruisce una vergine di fiori in Plaza de la Virgen, con i fiori portati dalle donne vestite in abiti tradizionali,
La fine della Festa avviene con la cremà per le Fallas il 19 marzo, giorno di San José e ad Alicante il 24 giugno, il giorno diopo San Juan. Tutte le Fallas e le Hogueras vengono bruciate e viene salvata solo una parte della Falla/Hoguera vincitrice. E' un modo per mostrare lo scorrimento del tempo e rinnovare la vita dato che l'anno successivo gli artisti costruiranno nuove Fallas e nuove Hogueras.
Ad Alicante, inoltre il 23 giugno, la festa si conclude con la banyá al Postiguet, bagno di mezzanotte in cui si devono saltare 12 onde. Fuochi d'artificio, petardi e discoteche in strada condiscono la festa, in cui non si possono non mangiare i famosi churros para desayunar, fare colazione, dopo una notte di bagordi, svegliati dai botti della despertà.
ALESSANDRO DELFIORE

Se volete qualche info in più:
Fallas de Valencia www.fallas.com
Hogueres de Alicante www.hogueras.org
Šiauliai
post pubblicato in Europe, il 1 maggio 2011

[Picture by Carlo Sanna]

Carlo Sanna, 28 anni, dal settembre dello scorso anno si trova a Siuliai per un programma di cooperazione internazionale, lo European Voluntary Service. Arrivato nella quarta città della Lituania, famosa per la collina delle Croci e ben collegata con le capitali baltiche Vilnius e Riga, ha deciso di realizzare un Festival Internazionale di cortometraggi, il SIFF [Šiauliai International Short film festival]. Ho realizzato un’intervista per capire come sia riuscito ad organizzare un evento internazionale, i modi in cui lo ha promozionato e quali enti lo hanno aiutato a realizzarlo. A giugno tornerà in Sardegna e vorrebbe riproporre il modello del SIFF in Italia.

Per leggere l'intervista integrale clicca qui o contatta Rita Meloni - direttore della rivista SpazInfiniti in cui l'articolo uscirà nel numero di maggio-giugno e sarà distribuita in Sardegna.




permalink | inviato da alejandro_D il 1/5/2011 alle 10:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Cantabria
post pubblicato in España, il 21 novembre 2010

All'estero non viene bene comunicata l'immagine della Spagna del Nord. L'unica Spagna che si conosce è il turismo balneare del Mediterraneo con sole, spiagge, flamenco e paella.
Ma per chi è riuscito a visitare il Nord dalla Galizia al Paese Basco, dalla Navarra alla Castiglia e Leon, si accorgerà che esiste tutta un'altra Spagna completamente diversa dallo stereotipo.
Ad esempio la Cantabria evoca tanti sentimenti e immagini che si sovrappongono: turismo rurale e spiagge a picco sul mare, campagna con cavalli e mucche e l'eleganza di Santander, la meta balneare di vari re e regine spagnole.
E' difficile quindi ridurre questa regione a una sola immagine. Ad esempio Santillana del Mar, splendido borgo medioevale dove passeggiare è ancora un piacere. Infatti si percorrono le antiche strade medioevali ascoltando musica celtica, bevendo un orujo (liquore cantabro anche con miele o erbe) o un buon vino cantabro, mangiando i prodotti tipici: dalle anchoas di Santoña (acciughe dal sapore prelibato) al bonito del norte (il tonno del mar cantabrico dal sapore inconfondibile) fino agli imperdibili dolci, i sobaos e la quesada, ricavati dal principale prodotto gastronomico della zona: il latte.
Infatti la Cantabria è un inno al latte con taverne che ti servono il latte fresco da cui poi si ricavano buonissimi formaggi, tra cui uno dei più famosi è sicuramente il formaggio idiazábal dal sapore forte e stagionato, Quindi forti sapori, territori dove l'ambiente regna sovrano e piccoli porti di pescatori come San Vicente de la Barquera e Comillas, dove l'architetto catalano Gaudì ha espresso il suo genio testimoniato da El Capricho, un monumento nel centro della cittadina.
In estate, le spiagge cantabre si popolano di turisti, ma senza raggiungere il sovraffollamento delle Baleari, Canarie o del Mar Mediterraneo. E chi arriva nella capitale Santander, non può certamente evitare di farsi un bagno nella bella spiaggia del Sardinero, nel centro della città arrivando con una bella passeggiata fino alla Peninsula della Magdalena, antica residenza estiva del re Alfonso XIII agli inizi del XX° secolo.
Ma tornando nella Cantabria selvaggia, uno dei punti di forza della regione sono senza dubbio le grotte preistoriche, fra cui le più famose sono le grotte di Altamira a 3 km da Santillana del Mar che però al momento sono chiuse e sostituite da un museo che ne ricostruisce al millimetro il tetto della grotta ricco di dipinti rupestri. Per ammirare le grotte scendendo in profondità ed essendo illuminati solo da una piccola torcia, vi consigliamo di andare fino a Puente Viesgo e visitare le grotte de El Castillo e Las Monedas, dove si potranno ammirare tori, cervi e altri animali disegnati dai nostri antenati primitivi. In montagna potrete mangiare il cocido montañes fatto di fagioli e varie carni di maiale (chorizo, morcilla, salsichón - a voi il gusto di scoprire di cosa si tratta), mentre per chi non può fare a meno di mangiare pesce, vi consigliamo di mangiare i tipici fritti di mare e le sardine, in un bel porto come Santoña, dove potrete provare delle prelibatezze come i calamari, le vongole (almejas), i berberechos, gli scampi (cigalas), le aragoste (langostas), le sardine (sardinas) e gli astici (bogavantes) buonissimo con il riso (arroz al bogavante).
Insomma un viaggio tra cultura campestre, grotte preistoriche, eleganza marinara, prelibatezze del palato, storie ancestrali e rispetto dell'ambiente: per tutto questo vi consigliamo di viaggiare e scoprire le bellezze di questa splendida Regione.

Altre informazioni su:
www.turismodecantabria.com
Gastronomia della Cantabria su Wikipedia

Valencia
post pubblicato in España, il 27 ottobre 2010

En septiembre-octubre los extranjeros que llegan a Valencia aprecian la Playa de la Malvarrosa, con el agua calida, pocas olas y la posibilidad de andar, jugar a voleibol y sobre todo bañarse. Suecos, ingleses, americanos llegan a la playa desde la Avenida del Puerto o cogiendo el metro hasta la parada "Puerto" o por el carrilbici desde la Avenida Blasco Ibañez.
Valencia es una bonita ciudad del Mediterraneo con varios puntos de interés turístico: el centro de la ciudad, con el antiguo Mercado Central donde la gente del campo llegaba a vender naranjas y cualquier producto de la tierra. La Catedral se divide entre la Plaza de la Reina donde se puede ver la maravillosa fachada, y la Plaza de la Virgen, donde en las Fallas se crea una virgen de flor como homenaje a la Virgen de los Disamparados. La Estación del Norte enseña su estilo modernista cerca de la Plaza de Toros, donde se reunen los aficionados a la tauromaquia. En el centro puedes ver un film viejo en la Filmoteca, comer tapas en uno de los bares, andar encontrando siempre gente a cualquier hora del día y de la noche desde las Torres de Quart hasta las Torres de Serranos, torres que eran los limites de la ciudad en la Edad Media.
No puedes dejar Valencia sin haber andado por el Parque del Turia, que desde las afueras de la ciudad llega a la Ciudad de las Artes y la Ciencia, verdadero centro de la modernidad valenciana. El Rio Turia el 13 de octubre de 1957 causó 80 muertos por las lluvias intensas, asi que los urbanistas decidieron modificar su trayecto y crearon un parque en el medio de la ciudad.
Valencia es una ciudad que sigue creciendo, como se puede ver en el Puerto, renovado durante la 32a y 33a America's Cup que hubieron luego en las aguas del Mar Mediterraneo a Valencia. En verano puedes tomar una caña cerca del mar mientras a tu alrededor hablan inglés, francés, alemán o incluso italiano o japonés. El verdadero boom turistico en Valencia se creó con la Ciudad de las Artes y la Ciencia, un complejo arquitectónico realizado por el arquitecto valenciano con fama mundial Santiago Calatrava.
Si queréis un clima mediterraneo y una ciudad bien conectada con los aeropuertos italianos y de toda Europa, Valencia es vuestro próximo destino, con una temperatura media en octubre y noviembre de 20°.
Buen viaje!
Más informaciones en:
www.turisvalencia.es
http://es.wikipedia.org/wiki/Valencia
Donostia-San Sebastián
post pubblicato in España, il 8 settembre 2010

Esiste un'altra Spagna, meno conosciuta, meno pubblicizzata del classico mare, sole, cerveza e paella.
E' la Spagna del Nord con le sue grotte, le sue spiagge agitate, le rocce che si affilano sul mare, il verde che si confonde all'azzurro senza il caldo opprimente della Castiglia.
Tutto il litorale cantabrico da Irún al punto più occidentale della Galicia, è un micromondo da scoprire in cui si alternano quattro Regioni: Paese Basco, Cantabria, Asturie e Galizia.
Il terrorismo dell'Eta ora fa meno paura e finalmente molti turisti stranieri iniziano a scoprire il Paese Basco attratti soprattutto dall'incredibile architettura del Museo Guggenheim a Bilbao.
Ma arrivati in questa particolare Regione, iniziano a scoprirne le altre bellezze: i pinchos, il vino servito in un boccale più grande, il saluto "Agur!" quando ci si saluta, l'eleganza della gente per strada e la forza della natura e del mare.
Infatti tappa obbligata per chi va nei Paesi Baschi è sicuramente Donostia - San Sebastián, una fantastica città di mare, di cultura e di arte.
Per chi parcheggia vicino al Ponte Maria Cristina, può subito scoprire la spiaggia Zurriola, dedicata ai surfisti. Tutta la città è un inno al vento, con l'edificio più rappresentativo, il Kursaal, sede del Festival del Cinema di San Sebastián (dal 17 al 25 settembre) e del Festival di Jazz (dal 21 al 25 luglio) costruito in modo che le onde quasi entrino dentro il palazzo.
La Playa de la Concha domina la città divisa tra due monti, il Monte Igueldo, sede di un parco di attrazioni e da cui si può godere di una fantastica vista della città e soprattutto della Bahia della Concha ed il Monte Urgull, dal lato del Kursaal che permette di vedere il porto ed il centro storico della città.
Imperdibili anche le sculture del Peine del Viento di Eduardo Chillida, dove l'acciaio si fonde con le onde e la natura con l'osservatore che ne vede la forza. Per chi invece preferisce rilassarsi, ecco la famosissima Playa de la Concha, larga ben 1.350 metri nel centro della città, scelta anche dalla Regina Isabella II per i suoi bagni. Prima del Peine, si trova invece la terza spiaggia della città, Ondarreta, con i tipici ombrelloni bianco e azzurri (che è anche il colore della città) e i giardini al lato del lungomare che ne rinfrescano la passeggiata.
San Sebastián ha l'eleganza di una città del centro europa, che si mischia all'odore e alla forza del mare che condiziona Donostia in tutta la sua essenza facendola diventare una delle mete turistiche più ricercate da spagnoli provenienti da tutta la penisola e da sempre più europei che godono del suo clima mite e della bellezza della città.
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